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La vita di un essere umano...

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Ti ho appunto chiesto cosa è giusto e cosa non lo è secondo te.

è giusto,egoisticamente o "evolutivamente" parlando quello che consente la sopravvivenza della specie.Essendo io un essere umano quello che comporta la sopravvivenza della mia specie.Essendo io essere umano in quanto tale un essere egoistico è giusto quello che consente di svolgere i miei bisogni primari,cioè (soprav)vivere e riprodurmi anche a costo di commettere un ingiustizia nei confronti di un altro essere a me simile.

Modificato da jessepinkerman

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Dunque per te è potenzialmente giusto estinguere tutte le specie viventi se così facendo l'uomo potesse sopravvivere. A questo punto è inutile che continui a discutere con te.

beh....le altre specie viventi non si farebbero tanti problemi se l'estinzione dell'uomo possa essere considerato un prerequisito per la loro sopravvivenza.....

La natura è egoista,e l'uomo è un prodotto della natura,non mi scandalizzerei più di tanto,come si fà a definire la vita di una mosca,di un delfino,di un cane o di una tartaruga più importante di quella di un'uomo essendo noi stessi appartenenti alla razza umana?Non si può:infatti non proviamo empatia per gli animali,o meglio proviamo empatia per la mort di un animale nella misura in cui sentiamo che quello era il "nostro " animale e quindi intrattenevamo un determinato tipo di rapporto affettivo nei confronti di questo(si pensi per esempio a quando muore un animale domestico,ci si commuove non per la scomparsa dell'animale in sè quanto per uil fatto che era il "nostro " animale.)

Pensaci,riflettici un secondo...quando senti una notizia della morte di un bambino umano e quella di un animale,quale tra le due notizie ti "tocca " di più.Quello dell'essere appartenente alla tua specie,ed è giusto che sia cosi,perchè la morte di un'animale qualsiasi non ti suscita pietà ma ti suscità ribrezzo,cioè non provi un sentimento di immedesimazione(perchè NON puoi provarlo)ma un sentimento di disgusto provato dalla visione di qualcosa di sgradevole(come le foto che girano su intenet di animali uccisi per fini "futili" come la vendita delle pelli per produrne borse,vestiti,pelliccie etc etc)

Quindi nella mia ottica,provare empatia,o meglio ritenere che gli animali debbano vivere perchè è giusto cosi è una gran ca***ta perchè per natura gli esseri umani NON possono provare sentimenti di immedesimazione nei confronti di altre specie diverse dalla propria e perchè gli esseri umani per natura sono egoisti essendo sottoposti come afferma darwin al procceso di selezione naturale,un processo che premia l'egoismo e punisce l'altruismo.

E ipocrita a mio avviso non denotare quello che in realtà innanzitutto siamo.

E infine due considerazioni:la prima-quella sul fatto che dal mio punto di vista debbano estinguersi tutte le specie.Non è vero,secondo il mio ragionamento devono estinguersi le specie che potrebbero minacciare l'esistenza dell'uomo,condizione questa ad oggi non ancora presentatasi.Le specie animali devono essere salvaguardate innanzitutto perchè la loro estinzione altererebbe l'ecosistema e potrebbe comportare conseguenze drastiche e drammatiche anche nei confronti degl'esseri umani.Se si estinguessero i bovini non avremmo il latte se non quello materno o ancora potrei citare una celebre affermazione di,mi sembra einstein,che affermava che basterebbe la sola estinzione delle api per provocare la drastica fine degl'esseri umani,visto il compito importante svolto da queste per favorire la riproduzione del mondo "vegetale" attraverso lo spargimento del polline

In secondo luogo il fatto che tu non abbia nulla più da aggiungere alla discussione è un modo implicito per ammettere che o non hai compreso bene le mie argomentazioni o non hai modo di controbattere,mettendo in atto un comportamento analogo a quello del bambino che non sà rispondere agl'insulti e passa le mani o all'adulto che ha esaurito le argomentazioni e alza la voce.

Per tua sfortuna siamo in un forum di discussione dove il mio pensiero vale quanto il tuo e dove non bastano post intrisi di un moralismo e una saccenza sconcertante del tipo "se la pensi cosi allora è inutile che parlo con te".Il dialogo è la base della conoscenza,lo affermava socrate nel suo metodo maieutico

Saluti

Modificato da jessepinkerman

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beh....le altre specie viventi non si farebbero tanti problemi se l'estinzione dell'uomo possa essere considerato un prerequisito per la loro sopravvivenza.....

La natura è egoista,e l'uomo è un prodotto della natura,non mi scandalizzerei più di tanto,come si fà a definire la vita di una mosca,di un delfino,di un cane o di una tartaruga più importante di quella di un'uomo essendo noi stessi appartenenti alla razza umana?Non si può:infatti non proviamo empatia per gli animali,o meglio proviamo empatia per la mort di un animale nella misura in cui sentiamo che quello era il "nostro " animale e quindi intrattenevamo un determinato tipo di rapporto affettivo nei confronti di questo(si pensi per esempio a quando muore un animale domestico,ci si commuove non per la scomparsa dell'animale in sè quanto per uil fatto che era il "nostro " animale.)

Pensaci,riflettici un secondo...quando senti una notizia della morte di un bambino umano e quella di un animale,quale tra le due notizie ti "tocca " di più.Quello dell'essere appartenente alla tua specie,ed è giusto che sia cosi,perchè la morte di un'animale qualsiasi non ti suscita pietà ma ti suscità ribrezzo,cioè non provi un sentimento di immedesimazione(perchè NON puoi provarlo)ma un sentimento di disgusto provato dalla visione di qualcosa di sgradevole(come le foto che girano su intenet di animali uccisi per fini "futili" come la vendita delle pelli per produrne borse,vestiti,pelliccie etc etc)

Quindi nella mia ottica,provare empatia,o meglio ritenere che gli animali debbano vivere perchè è giusto cosi è una gran ca***ta perchè per natura gli esseri umani NON possono provare sentimenti di immedesimazione nei confronti di altre specie diverse dalla propria e perchè gli esseri umani per natura sono egoisti essendo sottoposti come afferma darwin al procceso di selezione naturale,un processo che premia l'egoismo e punisce l'altruismo.

E ipocrita a mio avviso non denotare quello che in realtà innanzitutto siamo.

E infine due considerazioni:la prima-quella sul fatto che dal mio punto di vista debbano estinguersi tutte le specie.Non è vero,secondo il mio ragionamento devono estinguersi le specie che potrebbero minacciare l'esistenza dell'uomo,condizione questa ad oggi non ancora presentatasi.Le specie animali devono essere salvaguardate innanzitutto perchè la loro estinzione altererebbe l'ecosistema e potrebbe comportare conseguenze drastiche e drammatiche anche nei confronti degl'esseri umani.Se si estinguessero i bovini non avremmo il latte se non quello materno o ancora potrei citare una celebre affermazione di,mi sembra einstein,che affermava che basterebbe la sola estinzione delle api per provocare la drastica fine degl'esseri umani,visto il compito importante svolto da queste per favorire la riproduzione del mondo "vegetale" attraverso lo spargimento del polline

In secondo luogo il fatto che tu non abbia nulla più da aggiungere alla discussione è un modo implicito per ammettere che o non hai compreso bene le mie argomentazioni o non hai modo di controbattere,mettendo in atto un comportamento analogo a quello del bambino che non sà rispondere agl'insulti e passa le mani o all'adulto che ha esaurito le argomentazioni e alza la voce.

Per tua sfortuna siamo in un forum di discussione dove il mio pensiero vale quanto il tuo e dove non bastano post intrisi di un moralismo e una saccenza sconcertante del tipo "se la pensi cosi allora è inutile che parlo con te".Il dialogo è la base della conoscenza,lo affermava socrate nel suo metodo maieutico

Saluti

Il punto è un altro. Tu accetti passivamente questa concezione dell'uomo egoista e ti ci crogioli dentro. Ma la fai troppo facile. Neppure io guardando per dire i servizi di Edoardo Stoppa a Striscia la Notizia mi impietosisco, non mi sento vicino a quei poveri animali sofferenti. Ma non per questo ritengo giusto che soffrano. A dire il vero io sono ben poco empatico anche verso i miei simili, e non per una qualche mania di grandezza, lungi da me, quanto piuttosto perché sono fatto così. Non ci riesco a provare dolore con loro, nemmeno la perdita di un mio compagno di classe anni fa a cui mi legai parecchio mi scalfì troppo. Ma non per questo non ci sono per amici bisognosi o qualsiasi altra situazione analoga. La semplice mancanza di empatia dovrebbe anzi permetterti di analizzare meglio la situazione. L'uomo esiste sulla terra da un periodo pari a qualcosa come l'1% della vita del pianeta stesso, eppure sta apportando ad esso danni irreparabili. Come dice Shadd, gli animali si adattano all'ecosistema, noi invece vogliamo che l'ecosistema si adatti a noi. Lo distruggiamo e ricostruiamo a nostro piacimento e ciò non è esattamente ciò che definirei giusto. Non solo, l'uomo dall'alto della sua intelligenza commette stragi non solo all'esterno della sua specie, ma anche all'interno. I lupi quando devono decidere il capobranco lottano tra loro e il perdente offre il collo al vincitore in segno di resa, ma non lo uccide. I romani invece mandavano i gladiatori a combattere tra di loro e a uccidersi a vicenda solo per divertimento. Dove sta la superiorità in tutto ciò? Pecchi di superbia a mio modesto parere.

:v:

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Quindi nella mia ottica,provare empatia,o meglio ritenere che gli animali debbano vivere perchè è giusto cosi è una gran ca***ta perchè per natura gli esseri umani NON possono provare sentimenti di immedesimazione nei confronti di altre specie diverse dalla propria e perchè gli esseri umani per natura sono egoisti essendo sottoposti come afferma darwin al procceso di selezione naturale,un processo che premia l'egoismo e punisce l'altruismo.

Secondo me possiamo, ma bisogna vedere se lo vogliamo veramente. Una persona saggia sa benissimo che la cooperazione vince sull'egoismo, ma qua stiamo parlando di un ecosistema che non ha niente da spartire con noi. Fin quando ci saranno allevamento e agricoltura dovrebbe essere sistematico tutelare la natura, ma quando non ne avremo più bisogno? Chi o cosa ci dovrebbe indurre a risparmiare perlomeno indirettamente la vita non umana? Qual è il principio che ci dovrebbe portare ad avere compassione nei confronti di un'altra specie? Da quale punto dovrebbe subentrare il menefreghismo per gli altri?

Come dice Shadd, gli animali si adattano all'ecosistema, noi invece vogliamo che l'ecosistema si adatti a noi. Lo distruggiamo e ricostruiamo a nostro piacimento e ciò non è esattamente ciò che definirei giusto. Non solo, l'uomo dall'alto della sua intelligenza commette stragi non solo all'esterno della sua specie, ma anche all'interno. I lupi quando devono decidere il capobranco lottano tra loro e il perdente offre il collo al vincitore in segno di resa, ma non lo uccide. I romani invece mandavano i gladiatori a combattere tra di loro e a uccidersi a vicenda solo per divertimento. Dove sta la superiorità in tutto ciò? Pecchi di superbia a mio modesto parere.

Perché dovrebbe essere giusto/sbagliato che l'ecosistema vinca su tutte le specie in esso contenute?

Non c'è niente di strano in questo, il più debole si deve adattare al più forte. È un premio del nostro progresso il fatto che ora facciamo le regole. Siamo nati in un ecosistema spietato e ora abbiamo la possibilità di scegliere se cambiare questa legge naturale o meno. Se decidiamo di fregarcene degli altri, ci stiamo comportando secondo natura, altrimenti ci potremmo mostrare migliori comportandoci in maniera umana e andando in contro a tutto e tutti.

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Il punto è un altro. Tu accetti passivamente questa concezione dell'uomo egoista e ti ci crogioli dentro. Ma la fai troppo facile. Neppure io guardando per dire i servizi di Edoardo Stoppa a Striscia la Notizia mi impietosisco, non mi sento vicino a quei poveri animali sofferenti. Ma non per questo ritengo giusto che soffrano. A dire il vero io sono ben poco empatico anche verso i miei simili, e non per una qualche mania di grandezza, lungi da me, quanto piuttosto perché sono fatto così. Non ci riesco a provare dolore con loro, nemmeno la perdita di un mio compagno di classe anni fa a cui mi legai parecchio mi scalfì troppo. Ma non per questo non ci sono per amici bisognosi o qualsiasi altra situazione analoga. La semplice mancanza di empatia dovrebbe anzi permetterti di analizzare meglio la situazione. L'uomo esiste sulla terra da un periodo pari a qualcosa come l'1% della vita del pianeta stesso, eppure sta apportando ad esso danni irreparabili. Come dice Shadd, gli animali si adattano all'ecosistema, noi invece vogliamo che l'ecosistema si adatti a noi. Lo distruggiamo e ricostruiamo a nostro piacimento e ciò non è esattamente ciò che definirei giusto. Non solo, l'uomo dall'alto della sua intelligenza commette stragi non solo all'esterno della sua specie, ma anche all'interno. I lupi quando devono decidere il capobranco lottano tra loro e il perdente offre il collo al vincitore in segno di resa, ma non lo uccide. I romani invece mandavano i gladiatori a combattere tra di loro e a uccidersi a vicenda solo per divertimento. Dove sta la superiorità in tutto ciò? Pecchi di superbia a mio modesto parere.

:v:

ok,rispondo velocemente perchè oggi è lunedi e mi tocca sgobbare

allora innanzitutto io inquadro la questione dell'empatia da un punto di vista scientifico.Biologicamente(o meglio psicologicamente) parlando è possibile che si provi empatia nei confronti di un'altro essere vivente.Ma l'empatia è un sentimento che nasce sopratutto nella misura in cui c'è riconoscimento dell'altro insè,quindi immedesimazione.Pare ovvio che risulta più facile provare empatia per altri esseri umani piuttosto che per altri esseri animali dato che c'è un limite biologico.Non sei un cane e difficilmente ti immedesimerai in esso.A differenza di un essere umano

In secondo luogo al contempo l'empatia non è una componente necessaria e universale degl'esseri umani.Tutti provano questo sentimento simile ma non tutti allo stesso modo,rivolto verso le stesse "persone" o con le stesse modalità.Questo perchè l'empatia è considerabile un "fenomeno" tanto quanto la caduta di un grave,ed è soggetto al criterio di base di qualsiasi legge scientifica cioè quella di Karl Popper con la sua famosa metafora "basta solo un cigno nero per sconfessare la affermazione tutti i cigni sono bianchi".In pratica la scienza è una dottrina "aperta" non postula i propri fenomeni in maniera assoluta può ad esempio accadere,vi è la possibilità,in linea di massima su quello che sappiamo che un soggetto umano possa provare immedesimazione nei confronti di un'altro essere umano e dispiacersene ma può anche accadere ad esempio il contrario,come nel tuo caso e non dare luogo ad alcun sentimento empatico.

Fatto sta che l'empatia essendo un qualcosa di basto sull'immedesimazione di norma dovrebbe essere attuabile verso gli esseri viventi più vicini a sè stessi sia psicologicamente che biologicamente parlando,proprio perchè dovrebbe riuscire di immedesimarsi in maniera maggiore.

E qui arriviamo al fulcro del discorso:avevi parlato del giusto/ingiusto nell'ambito de servizi di Edoardo stoppa.

Infatti hai ragione non fosse chereputare qualcosa di giusto/ingiusto significa esprimere un giudizio di valore morale riguardo un determinato fenomeno e la scienza,il pensiero scientifico esula il punto di vista morale.

Dove voglio arrivare:semplice per natura gli esseri umani(o per istinto)non possono immedesimarsi con gli animali quindi qualsiasi sentimento di empatia risulta impossibile.Il tuo senso di giustizia ed ingiustizia non è biologicamente o psichicamente determianto ma si basa su un giudizio morale.Quindi di conseguenza gli essere umani tutelano l'ecosistema e gli altri esseri viventi "inferiori" non in quanto sia giusto cosi o per qualche sentimento di empatia-riconoscendosi simili-ma lo fanno in funzione dei vantaggi che ciò può apportare alla propria specie.

Infine

1)Non è vero che animali della stessa specie convivono pacificamente:i leoni,o qualsiasi specie carnivora quando si sente minacciata dalla presenza di un maschio dominante della propria specie nel proprio territorio non esista ad ucciderlo

2)Sulla questione che l'uomo modifichi l'ambiente per garantirsi la sopravivvenza della propria specie ho i miei dubbi.L'uomo modifica l'ambiente ai fini di potersi creare una nicchia ecologica quanto gli altri esseri animali,codiuvato certo dal suo grado tecnologico e culturale superiore.Ma sceglie da sempre,da che mondo è mondo luoghi nella quale può avere luogo questa modifica.Ad esempio i romani sceglievano le città vicino a fiumi e porti.E ancora oggi l'uomo per via della sua struttura biologica costruisce "insedimanenti" sulla terra ferma non essendo un essere dotato di branchie come i pesci ad esempio.Gli oceani incontaminati,i poli artici,testimoniano come anche l'intervento dell'uomo sulla natura ha dei limiti.Ovviamente inferiori rispetto agl'altri esseri viventi per via della sua tecnologia,ma è da sciocchi ritenere che l'uomo abbia o possa anche solo lontanamente aspirare ad un totola controllo sulla natura.

Modificato da jessepinkerman

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2)Sulla questione che l'uomo modifichi l'ambiente per garantirsi la sopravivvenza della propria specie ho i miei dubbi.L'uomo modifica l'ambiente ai fini di potersi creare una nicchia ecologica quanto gli

altri esseri animali,codiuvato certo dal suo grado tecnologico e culturale superiore.Ma sceglie da sempre,da che mondo è mondo luoghi nella quale può avere luogo questa modifica.Ad esempio i romani sceglievano le città vicino a fiumi e porti.E ancora oggi l'uomo per via della sua struttura biologica costruisce "insedimanenti" sulla terra ferma non essendo un essere dotato di branchie come i pesci ad esempio.Gli oceani incontaminati,i poli artici,testimoniano come anche l'intervento dell'uomo sulla natura ha dei limiti.Ovviamente inferiori rispetto agl'altri esseri viventi per via della sua tecnologia,ma è da sciocchi ritenere che l'uomo abbia o possa anche solo lontanamente aspirare ad un totola controllo sulla natura.

Forse è da sciocchi credere il contrario. In realtà l'uomo diventa sempre più padrone dei meccanismi naturali e, quando avrà abbastanza tecnologia ed energia, sarà la natura a dover correre ai ripari, non noi. Dicevo qualche pagina fa che per me l'uomo è uno scherzo della natura per il semplice motivo che la natura ci mette milioni di anni a sfornare una specie complessa come quella umana, specie che poi nel giro di qualche centinaio di anni si mette a remarle contro e la cosa che più colpisce in questo è che lo fa a una velocità tale da essere quasi inarrestabile.

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Secondo me possiamo, ma bisogna vedere se lo vogliamo veramente. Una persona saggia sa benissimo che la cooperazione vince sull'egoismo, ma qua stiamo parlando di un ecosistema che non ha niente da spartire con noi. Fin quando ci saranno allevamento e agricoltura dovrebbe essere sistematico tutelare la natura, ma quando non ne avremo più bisogno? Chi o cosa ci dovrebbe indurre a risparmiare perlomeno indirettamente la vita non umana? Qual è il principio che ci dovrebbe portare ad avere compassione nei confronti di un'altra specie? Da quale punto dovrebbe subentrare il menefreghismo per gli altri?

Dipende.Volere una cosa non è un prerequisito affinche un qualcosa accada o meno.Cosi come all'uomo non possono spuntare le ali pur volendolo,non si può ipotizzare che questo si sottragga alla legge di natura costituita dalla selezione natuale a mio parere.Io dico che fintanto un qualcosa risulta utile o non dannoso per l'uomo questo ha interessi nel mantenerlo ma appunto è una tutela che si basa sull'interesse su nessun altro sentimento genuino di compassione o pietà perchè ancora una volta buiologicamente parlando la pietà e la compassione si basano sulla empatia e questa si basa sull'immedesimazione e-essendo tu uomo biologicamente diverso da una capra,una mucca o un cervo non puoi provare alcun sentimento di immedesimazione nei confronti di tali esseri viventi che non risulti eccessivamente artificioso o quantomeno non puoi provare un sentimento empatico maggiore rispetto agl'altri esseri umani.

Il menefreghismo degl'altri è basato tutto sulla legge della selezione naturale.VIvi in un mabiente dalle risorse limitate dove non è possibile accontentare tutti ed ecco come l'uomo tende innanzitutto a soddisfare sèstesso anche a discapito degl'altri(sia esseri umani che non) al fine di garantirsi il raggiungimento dei suoi obiettivi basilari,cioè la sopravvivenza e la riproduzione(la secondo intesa come proliferare della specie umana)

Infine la cooperazione delle persone saggie può essere accostata all'altruismo.L'altruismo costitui un enigma per gli evolutivisti poichè secondo il loro punto di vista ovviamente si tratterebbe di una strategia evolutiva fallimentare in quanto non comporterebbe alcun vantaggio al singolo,anzi ne comporterebbe notevoli sforzi al soggetto in ottica di adattamento.

Ebbene,l'altruismo o meglio la cooperazione esiste per vari motivi

1)perchè gli egoisti hanno bisogno di individui altruisti dato che se questi scomparissero non potrebbero più contare su di loro

2)la cooperazione permette di raggiungere fini e mete difficilmente raggiungibili dal singolo:costruire una diga per arginare un fiume ciomporta il lavoro di molte persone ma questo permette di fatto il prosperare di una città,un vantaggio evolutivo di cui ne traggono i frutti tutti

3)l'altruismo veniva definito dai sociobiologi come Wilson nei termini di inclusive fitness.Nel senso che l'altruismo e il meccanismo di preservazione dei propri geni da parte degl'esseri viventi non è insito solo del singolo.Ad esempio un individuo egoista non dovrebbe sacrificarsi epr garantire la sopravvivenza di un proprio simile secondo l'ottica di darwin.Ebbene però sappiamo che sono presenti molti soggetti che si sono sacrificati epr salvare i propri cari,cioè persone con cui condividono i propri geni.Da questo punto di vista l'altruismo risulta pienamente giustificabile in un ottica evoluzionista poichè l'individuo ambisce sempre a salvaguardare i propri geni anche in maniera indiretta cioè con la tuteladi una persona che condivide quel suo patrimonio genetico.

In tutti e tre casi puoi vedere che anche l'altruismo e la cooperazioen come tutte lecose sono mossi da interessi personali siano essi gli aiuti che si possono ricevere da individui altruisti,siano essi fini di carattere pratico raggiungibili solo con la cooperazione,siano essi la conservazione dei propri geni comuni in altre persone.

Forse è da sciocchi credere il contrario. In realtà l'uomo diventa sempre più padrone dei meccanismi naturali e, quando avrà abbastanza tecnologia ed energia, sarà la natura a dover correre ai ripari, non noi. Dicevo qualche pagina fa che per me l'uomo è uno scherzo della natura per il semplice motivo che la natura ci mette milioni di anni a sfornare una specie complessa come quella umana, specie che poi nel giro di qualche centinaio di anni si mette a remarle contro e la cosa che più colpisce in questo è che lo fa a una velocità tale da essere quasi inarrestabile.

non credo...la natura è ampia.Cioè cosa definite voi per natura?I laghi?I mari?

La natura è considerabile a mio avviso l'intero cosmo e l'intera struttura fisico-chimica dell'universo.

Se ci pensi basta un meteorite ad estinguere una razza evolutasi in quasi due milinoi di anni.Basta un maremoto per spazzare via intere città,uccidere 20000 persone.

Insomma....io penso che la natura sia ancora sopra l'uomo...giochiamo a fare i gradassi dove sappiamo di avere un campo di influenza ampio tutto qua.

E comunque aggiungo,fortuna che l'uomo abbia acquisito conoscenze tali da avere un piccolo risicato campo di influenza nei confronti della natura,altrimenti ci saremmo estinti già da un bel pezzo...

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Dipende.Volere una cosa non è un prerequisito affinche un qualcosa accada o meno.Cosi come all'uomo non possono spuntare le ali pur volendolo,non si può ipotizzare che questo si sottragga alla legge di natura costituita dalla selezione natuale a mio parere.Io dico che fintanto un qualcosa risulta utile o non dannoso per l'uomo questo ha interessi nel mantenerlo ma appunto è una tutela che si basa sull'interesse su nessun altro sentimento genuino di compassione o pietà perchè ancora una volta buiologicamente parlando la pietà e la compassione si basano sulla empatia e questa si basa sull'immedesimazione e-essendo tu uomo biologicamente diverso da una capra,una mucca o un cervo non puoi provare alcun sentimento di immedesimazione nei confronti di tali esseri viventi che non risulti eccessivamente artificioso o quantomeno non puoi provare un sentimento empatico maggiore rispetto agl'altri esseri umani.

Il menefreghismo degl'altri è basato tutto sulla legge della selezione naturale.VIvi in un mabiente dalle risorse limitate dove non è possibile accontentare tutti ed ecco come l'uomo tende innanzitutto a soddisfare sèstesso anche a discapito degl'altri(sia esseri umani che non) al fine di garantirsi il raggiungimento dei suoi obiettivi basilari,cioè la sopravvivenza e la riproduzione(la secondo intesa come proliferare della specie umana)

Infine la cooperazione delle persone saggie può essere accostata all'altruismo.L'altruismo costitui un enigma per gli evolutivisti poichè secondo il loro punto di vista ovviamente si tratterebbe di una strategia evolutiva fallimentare in quanto non comporterebbe alcun vantaggio al singolo,anzi ne comporterebbe notevoli sforzi al soggetto in ottica di adattamento.

Ebbene,l'altruismo o meglio la cooperazione esiste per vari motivi

1)perchè gli egoisti hanno bisogno di individui altruisti dato che se questi scomparissero non potrebbero più contare su di loro

2)la cooperazione permette di raggiungere fini e mete difficilmente raggiungibili dal singolo:costruire una diga per arginare un fiume ciomporta il lavoro di molte persone ma questo permette di fatto il prosperare di una città,un vantaggio evolutivo di cui ne traggono i frutti tutti

3)l'altruismo veniva definito dai sociobiologi come Wilson nei termini di inclusive fitness.Nel senso che l'altruismo e il meccanismo di preservazione dei propri geni da parte degl'esseri viventi non è insito solo del singolo.Ad esempio un individuo egoista non dovrebbe sacrificarsi epr garantire la sopravvivenza di un proprio simile secondo l'ottica di darwin.Ebbene però sappiamo che sono presenti molti soggetti che si sono sacrificati epr salvare i propri cari,cioè persone con cui condividono i propri geni.Da questo punto di vista l'altruismo risulta pienamente giustificabile in un ottica evoluzionista poichè l'individuo ambisce sempre a salvaguardare i propri geni anche in maniera indiretta cioè con la tuteladi una persona che condivide quel suo patrimonio genetico.

In tutti e tre casi puoi vedere che anche l'altruismo e la cooperazioen come tutte lecose sono mossi da interessi personali siano essi gli aiuti che si possono ricevere da individui altruisti,siano essi fini di carattere pratico raggiungibili solo con la cooperazione,siano essi la conservazione dei propri geni comuni in altre persone.

Per esempio non sei capace di immedesimarti in una mucca che viene sgozzata e appesa per un gancio ancora viva in una industria di carne? Non è che un animale provi il dolore in maniera differente. Che non te ne freghi un tubo perché è un'altra specie è un altro conto. Io mi chiedo piuttosto cosa succederebbe se l'uomo fosse capace di sintetizzare cibo sano e l'ecosistema ostacolasse soltanto i suoi progetti. Temo che vincerebbe l'egoismo.

Che un egoista abbia bisogno di un altruista non ci piove, ma che un altruista sia lieto dei parassiti che ne approfittano ne dubito fortemente. La verità è che un mondo di altruisti va avanti alla grande mentre un mondo di egoisti decade in una maniera inesorabile. Ergo, la cooperazione vince sull'egoismo. Nessuno che desideri ricevere è esonerato dal dare, la società funziona così. Non puoi chiedere di avere una pensione se non hai lavorato, altrimenti te ne vai ad eremitare lontano da chi vuole convivere con altri esseri collaborativi. La cooperazione vi è quando vi sono obiettivi comuni a prescindere che interessino o meno a tutti i singoli, altrimenti non ci si unirebbe nel perseguirli.

non credo...la natura è ampia.Cioè cosa definite voi per natura?I laghi?I mari?

La natura è considerabile a mio avviso l'intero cosmo e l'intera struttura fisico-chimica dell'universo.

Se ci pensi basta un meteorite ad estinguere una razza evolutasi in quasi due milinoi di anni.Basta un maremoto per spazzare via intere città,uccidere 20000 persone.

Insomma....io penso che la natura sia ancora sopra l'uomo...giochiamo a fare i gradassi dove sappiamo di avere un campo di influenza ampio tutto qua.

E comunque aggiungo,fortuna che l'uomo abbia acquisito conoscenze tali da avere un piccolo risicato campo di influenza nei confronti della natura,altrimenti ci saremmo estinti già da un bel pezzo...

Io invece più che crederlo lo penso e non mi reputo sciocco. Secondo me l'evoluzione umana ha un passo sufficientemente veloce per evitare la prossima estinzione di massa ed evitarla quindi al mondo intero. Figuriamoci se un fenomeno tutto terrestre può scalfire minimamente il nostro orgoglio. L'hai detto tu, 20mila persone, una cifra ridicola. Sì e no qualche milionesimo di tutti noi. La natura è attualmente sopra di noi, ma questo vincolo in un giorno non molto lontano potrebbe cadere come tanti altri vincoli che l'uomo ha già infranto, volare e lasciare il pianeta in primis.

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