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Giamast

La vita di un essere umano...

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Se covare uova nella m***a rende la vita allo stesso valore di un essere umano (pulito) siamo a cavallo..

Superficiale al punto che non riesco a trovare una metafora adatta, e dire che è la mia figura retorica preferita. :stralol:

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La scienza è composta da tante voci, e di queste definizioni, a mio parere, non è corretto né oggettivo l'antropocentrismo che esse sottintendono.

Quindi l'uomo sarebbe superiore perché "porta all'estremo le caratteristiche necessarie alla sopravvivenza". Mi pare un'affermazione alquanto opinabile, visto che l'uomo porta fondamentalmente all'estremo solo lo sviluppo del sistema nervoso centrale, e visto che non mi pare un dato oggettivo che a sopravvivere siamo più bravi degli altri. Quindi, direi piuttosto che "un organismo è più adatto ad un determinato ambiente se porta all'estremo i requisiti necessari a vivere in quell'ambiente", una definizione molto più relativista e a mio parere corretta, che tiene conto del contesto. In una città siamo molto "superiori" ad un pesce in quanto a sopravvivenza (per ovvi motivi), ma in fondo al mare è il contrario.

Detto così è una tautologia, visto che questa concezione è proprio ciò che io ed altri stiamo criticando.

Mi sembra chiaro che non sono riuscito a farti capire quello che intendo.

Innanzitutto, il termine "superiore" va inteso in un determinato contesto, quello scientifico, più precisamente nelle branche di biologia-zoologia. L'uomo è superiore ad un pesce perchè ha una complessità strutturale tale che si trova ad un gradino più elevato nella scala evolutiva. La scala evolutiva ci permette di classificare gli animali e le piante, e la classificazione è data dal grado di complessità dell'organismo in questione. Fra le varie classi i più sviluppati, quindi superiori dal punto di vista biologico, sono i mammiferi. Fra i mammiferi, la sottospecie Homo Sapiens sapiens è la più sviluppata. Come fate ancora a dire che l'uomo non si trova ad essere superiore rispetto ad una planaria?

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Mi sembra chiaro che non sono riuscito a farti capire quello che intendo.

Innanzitutto, il termine "superiore" va inteso in un determinato contesto, quello scientifico, più precisamente nelle branche di biologia-zoologia. L'uomo è superiore ad un pesce perchè ha una complessità strutturale tale che si trova ad un gradino più elevato nella scala evolutiva. La scala evolutiva ci permette di classificare gli animali e le piante, e la classificazione è data dal grado di complessità dell'organismo in questione. Fra le varie classi i più sviluppati, quindi superiori dal punto di vista biologico, sono i mammiferi. Fra i mammiferi, la sottospecie Homo Sapiens sapiens è la più sviluppata. Come fate ancora a dire che l'uomo non si trova ad essere superiore rispetto ad una planaria?

Appunto, come ho detto in un messaggio precedente, superiori in quanto a complessità biologica o anche intelligenza, ma non in linea generale.

Avere una complessità biologica superiore non significa essere superiori o migliori che dir si voglia. :mhm:

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E analogamente, gli altri animali non sono dannosi non perché non hanno risorse per farlo.

Un qualsiasi predatore potrebbe distruggere la fauna locale come un qualsiasi erbivoro potrebbe distruggere la flora, se uccidesse, si cibasse o riproducesse in modo sregolato.

Questo è vero solo in parte, se quel predatore improvvisamente impazzisse ed inizierebbe ad uccidere più animali di quanti abbia effettivamente bisogno per nutrirsi, e consideriamo anche che tutti i suoi similisi comportassero, credi che l'uomo (grazie ad un riuscito mix tra intelletto, stupidità e superbia) non riesca a fare di peggio? Innanzitutto in termini di tempo, ad esempio è in grado di uccidere molte più foche di un orso polare, anche nel caso in cui quest'ultimo avesse deciso improvvisamente di sterminare l'intera popolazione di pinnepidi dell'area.

Per non parlare poi del continuo danneggiamento dell'ambiente e della natura, non credo ci sia una singola specie in grado di farlo. Neanche l'uomo, in quanto non siamo noi ad inquinare ma ciò che creiamo/costruiamo da qualche secolo a questa parte.

ps Si, sono d'accordo quando dici che non è detto che un'altra specie, se fosse in possesso delle nostre stesse capacità ed attitudini, farebbe i nostri stessi errori (come ho anche esplicitamente detto).

@Diamond: non conta nulla un esempio simile. Quella scelta lì non la fai in base a cosa reputi migliore o superiore, ma semplicemente tenendo conto di cosa ti sta più a cuore. Se per assurdo ti viene chiesto se salvare tua madre o un americano random sceglierai senza dubbio la prima per ovvi motivi, e non perchè è geneticamente superiore al tipo a stelle e strisce. Stesso discorso se sei obbligato a scegliere tra la vita del tuo cane e quella di un contadino coreano: dubito fortemente che sacrificheresti il tuo cane, nonostante hai esplicitamente detto di considerare la vita umana più importante di quella delle altre creature.

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Rispondendo a Diamond, scegliere tra il salvare una pianta e un uomo non ha alcun senso, perchè scegliendo la prima (seguendo il tuo ragionamento) la reputerei più importante del secondo, rimanendo quindi un ipocrita.

In questo caso ha ragione Dany dicendo che entrano in ballo i sentimenti che condizionano quindi la tua scelta, che non è più influenzata dal fattore "importanza", o per meglio dire, da chi è più importante e chi lo è di meno. Semplicemente si sceglie chi ci sta più a cuore.

Il problema, per quanto mi riguarda, sta nel fatto che siamo troppi. Continuiamo ad aumentare e servono sempre più beni di prima necessità, sempre più spazi dove costruire, sempre più risorse da sprecare. Mentre il numero degli altri esseri viventi rimane invariato grazie al normale equilibrio naturale, l'uomo continua ad aumentare senza ritegno. Con l'avanzare delle conoscenze, specialmente in campo medico, il tasso di mortalità si ridurrà sempre di più e rimarranno solamente le morti dovute alla vecchiaia, il chè non farà altro che aumentare ancor di più il nostro numero.

Cioè non so se mi sono spiegato bene, dovrei aver comunque reso bene il concetto. :stralol:

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Come al solito non capisci un tubazzo, non si parla di cose materiali qua. :)

Ad ogni modo, mi pare superfluo dire che la penso come il Tiby, quindi è inutile che ripeto cose già detto da lui. Però una cosa voglio domandare a chi dice che la vita dell'uomo ha lo stesso valore di quella delle altre specie: potendo scegliere se salvare la vostra fidanzata, vostra madre (ma anche un estraneo) oppure una pianta, una mosca, un pipistrello (per dirne tre), cosa scegliereste? Se la vita della pianta ha lo stesso valore di un essere umano e vi buttereste su questa, allora siete idioti, ma almeno non ipocriti. Negli altri casi, predicate bene, ma razzolate male.

L'istinto di autoconservazione della specie mi spingerebbe sicuramente a salvare un mio simile specialmente qualora fosse un familiare, altrimenti potrei anche fare una eccezione perchè l'intelletto mi permette di ignorare l'istinto in maniera più decisiva di altri esseri viventi quando lo si ritiene opportuno.

Stai difendendo l'istinto, ciò che più ci accomuna al mondo animale dal quale molti esseri umani vogliono distinguersi. Ma perchè? :stralol:

Mi sembra chiaro che non sono riuscito a farti capire quello che intendo.

Innanzitutto, il termine "superiore" va inteso in un determinato contesto, quello scientifico, più precisamente nelle branche di biologia-zoologia. L'uomo è superiore ad un pesce perchè ha una complessità strutturale tale che si trova ad un gradino più elevato nella scala evolutiva. La scala evolutiva ci permette di classificare gli animali e le piante, e la classificazione è data dal grado di complessità dell'organismo in questione. Fra le varie classi i più sviluppati, quindi superiori dal punto di vista biologico, sono i mammiferi. Fra i mammiferi, la sottospecie Homo Sapiens sapiens è la più sviluppata. Come fate ancora a dire che l'uomo non si trova ad essere superiore rispetto ad una planaria?

A parte il fatto che la superiorità sia relativa come io ed Eddy stiamo sostenendo dall'inizio, tale superiorità sarebbe anche temporanea. Infatti, bisognerebbe considerare il potenziale di sviluppo di ogni specie (nel dna?). In futuro potrebbe cambiare qualcosa.

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A parte il fatto che la superiorità sia relativa come io ed Eddy stiamo sostenendo dall'inizio, tale superiorità sarebbe anche temporanea. Infatti, bisognerebbe considerare il potenziale di sviluppo di ogni specie (nel dna?). In futuro potrebbe cambiare qualcosa.

In un discorso di tipo scientifico, cioè quello che sto portando avanti io dall'inizio, la superiorità non è relativa. Ma da quando la scienza è qualcosa di relativo? E come tutte le scoperte scientifiche, certo, possono essere temporanee, ma solo perchè ora come ora abbiamo determinate conoscenze, e perchè non abbiamo altre prove che ci dimostrino che quello che conosciamo ora sia sbagliato.

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Secondo me si sta analizzando il tutto da un punto di vista prettamente morale. Personalmente penso che l'uomo, per quanto riguarda "l'attitudine alla sopravvivenza ed evoluzione della specie" sia senza dubbio superiore.

Poi per la questione dell'equilibrio naturale... vorrei sapere i parametri secondo i quali stabilite gli equilibri naturali dello sviluppo di una specie. Noi abbiamo il beneficio della conoscenza, del ragionamento, e sarebbe sciocco sprecare questo vantaggio. E poi, (esempio non proprio calzante, vabbè) quell'equilibrio naturale che milioni di anni fa i dinosauri fecero con le loro dimensioni e forza, noi l'abbiamo fatto con il cervello.

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Secondo me si sta analizzando il tutto da un punto di vista prettamente morale. Personalmente penso che l'uomo, per quanto riguarda "l'attitudine alla sopravvivenza ed evoluzione della specie" sia senza dubbio superiore.

Poi per la questione dell'equilibrio naturale... vorrei sapere i parametri secondo i quali stabilite gli equilibri naturali dello sviluppo di una specie. Noi abbiamo il beneficio della conoscenza, del ragionamento, e sarebbe sciocco sprecare questo vantaggio. E poi, (esempio non proprio calzante, vabbè) quell'equilibrio naturale che milioni di anni fa i dinosauri fecero con le loro dimensioni e forza, noi l'abbiamo fatto con il cervello.

Non credo che quella rimarrà l'unica cosa in comune tra noi e i dinosauri. :stralol:

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In un discorso di tipo scientifico, cioè quello che sto portando avanti io dall'inizio, la superiorità non è relativa. Ma da quando la scienza è qualcosa di relativo? E come tutte le scoperte scientifiche, certo, possono essere temporanee, ma solo perchè ora come ora abbiamo determinate conoscenze, e perchè non abbiamo altre prove che ci dimostrino che quello che conosciamo ora sia sbagliato.

Non darei così per scontato che la scienza non sia qualcosa di relativo. Filosofi come Wittgenstein, Kuhn e Feyerabend hanno sostenuto ciò con tesi molto valide, quindi direi che è un discorso tutt'altro che chiuso: certamente lo scientismo positivista ottocentesco è qualcosa che va superato. E non per niente la più famosa teoria del '900 è quella della relatività. :stralol:

Comunque, se per "superiorità" si intende "maggiore complessità biologica", credo che siamo tutti d'accordo nel dire che non è un fatto relativo; ritengo però erroneo un tale accostamento di significati. La superiorità a cui io e credo anche Luis ci riferiamo è quella intesa nel senso letterale del termine, che porta troppi individui a credere che la vita umana sia di maggior valore di quella degli altri animali per qualche ragione oggettiva in realtà inesistente.

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Questo è vero solo in parte, se quel predatore improvvisamente impazzisse ed inizierebbe ad uccidere più animali di quanti abbia effettivamente bisogno per nutrirsi, e consideriamo anche che tutti i suoi similisi comportassero,

No aspe, discussioni per assurdo io non ne continuo né incoraggio. :stralol:

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