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Empedocles

Uasen

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La città di Uasen è un grande centro agricolo, capoluogo dell'omonima regione fertile ad ovest di Luxoria.

La città in sé, poco più piccola della capitale, si sviluppa ordinatamente attorno alla Piazza Centrale, dalla quale parte la via che collega l'abitato con la strada governativa.

Le vie, tutte perpendicolari fra di loro, seguono un asse sudest-nordovest e sudovest-nordest.

Sulla Piazza Centrale si affaccia il Municipio di Uasen, che è anche il Palazzo Consolare della provincia: qui risiede il Console di Uasen, amministratore locale dell'intera provincia. Il palazzo, abbastanza antico e di ragguardevoli dimensioni, è forse l'unico edificio della città che possa competere con quelli luxoriani in quanto ad eleganza e rispecchia il notevole potere in mano al Console. Qui i disoccupati possono ritirare il proprio stipendio, proprio come a Luxoria.

Accanto al Municipio v'è la Bacheca, usata sia per gli annunci pubblici sia per le inserzioni private di vendita di determinati terreni e poderi nella provincia intera.

Il resto degli edifici è costituito in prevalenza di anonime case in pietra. Uno di questi, sempre affacciato sulla Piazza Centrale, dalla parte opposta rispetto al Municipio, è il delubro di Draco: è la sede locale del clero di Draco, il luogo dove tutti i fedeli si raccolgono in preghiera e dove i monaci prestano soccorso a chiunque ne abbia bisogno. Il delubro si distingue dal resto degli edifici solo per le sue imponenti dimensioni, nonostante l'organico dei monaci sia comunque minimo rispetto all'area di competenza del luogo di culto.

Molte sono le locande, in grado di accogliere i molti viaggiatori che si trovano a risiedere nel capoluogo. La più famosa ed economica di queste è la Taverna della Spiga d'oro, che è anche l'unica ad affacciarsi sulla Piazza Centrale. La Taverna, un edificio abbastanza anonimo ma accogliente, è gestita da Edlin, un luxoriano di città generoso, molto conosciuto e benvoluto da tutti.

Nella parte nordorientale della cittadina v'è il mercato agricolo, fondamentale in una regione che vive di agricoltura. Qui i contadini accorrono dalle più lontane terre della provincia per acquistare mezzi, bestiame, sementi e quanto serve per la buona coltivazione del loro pezzo di terra.

A nord della città abbiamo il porto fluviale, il più importante in tutto il Regno sul fiume Korjard. Da qui giungono molte merci destinate a Luxoria anche da paesi lontanissimi, magari difficilmente raggiungibili con le classiche carovane. E' altresì possibile chiedere di essere presi a lavorare come marinai oppure pagare per un viaggio via mare, magari molto più difficile via terra. Una piccola parte del porto è destinata agli usi militari, in quanto sede della marina fluviale del Regno.

Dalla parte opposta, a sudovest della città, c'è un piccolo quartiere ricco, con delle ville distinte anche se più piccole e neanche lontanamente paragonabili agli splendori di Luxoria: qui abitano gli amministratori, coloro che gestiscono i possedimenti terrieri dei Nobili in tutta la regione.

Il resto della città è costituito essenzialmente da magazzini e botteghe: i primi servono per depositare granaglie per i tempi di carestia o merci provenienti dal porto, le seconde provvedono a tutti i bisogni della città non inerenti all'agricoltura.

Poche sono le abitazioni private, in gran parte di proprietà di artigiani.

Infine, il fiume Korjard proprio nei pressi di Uasen fa un'ansa, che lo porta dallo scorrere in direzione est-ovest al fluire nel verso nord-sud.

Ad est, Uasen è delimitata dalla grande strada governativa, che, proveniente da Tebren, evita Uasen curvando poco prima verso nordovest, attraversando il Korjard su un comodo ponte levatoio e inoltrandosi così nella fertile provincia agricola.

Oltre il ponte v'è un'enorme Gendarmeria, i cui gendarmi presidiano il passaggio sul ponte e mantengono l'ordine pubblico di Uasen e dintorni.

uasen.jpg

Modificato da Empedocles

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[Piazza Centrale]

<Il gruppo della confraternita giunge infine a Uasen, immettendosi immediatamente nella Piazza Centrale del luogo. Sharek si guarda subito circospetto intorno, sempre nel bel mezzo della pioggia, che ne limita abbastanza campo e capacità visive, notando quanto monotoni e speculari riescano a essere i luoghi luxoriani. Abbassato l'ormai inutile, poichè totalmente zuppo, cappuccio dalla propria, altrettanto zuppa, testa, si sistema i capelli incollati tra di loro dall'acqua dietro la testa, rivelando qualche piccolo segno come di bruciatura vicino le tempie, da entrambi i lati.>

Modificato da Zackareth

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OFF: Aiuto, quand'è che arriva la mappa del mondo? :cry:

< Arrivato nella Piazza Centrale di Uasen assieme a tutti gli altri, frena il cavallo e si sofferma ad osservare sotto la pioggia battente gli edifici che circondano la piazza, molto simili a quelli già visti tante volte a Luxoria. Il Municipio, un delubro dedicato a Draco, una taverna, è solo da altri particolari o dalla generale maestosità degli edifici, di molto inferiore a quella delle costruzioni nella capitale, che si può notare la condizione di inferiorità a cui la città di Uasen è sottoposta rispetto alla capitale del regno. Si sfila il cappuccio dal capo imitando gli altri, le gocce di pioggia bagnano il poco che restava di asciutto sul suo giovane volto e sui lunghi capelli neri. >

- Ho visto città ridotte in stati ben peggiori, ma non mi pare degna di soffermarcisi troppo a lungo per rimirarne gli edifici. Sai dove dobbiamo andare esattamente? -

< Domanda a Edric, passando ad usare il "tu" quasi senza accorgersene dopo aver continuato forse per troppo tempo ad usare il fastidiosamente formale "voi". >

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OFF: La mappa del mondo sarebbe inutile, dato che abbiamo già praticamente tutto il Regno di Luxoria che per ora basta e avanza, se non dannosa, dato che vi farebbe conoscere luoghi che in realtà non conoscete affatto, perdendone in realismo (possibilità di perdervi senza adeguate guide, ad esempio).

Ad ogni modo, spero che la mappina di Uasen che ho allegato fughi ogni dubbio ;)

< Edric, senza badare al cambio di forma di Eoden, risponde con un sorriso. >

- Esattamente alla tua sinistra, Eoden. -

< Alla sinistra dell'ex principe v'è una costruzione abbastanza vecchia, dall'aria solida nonostante non si possa propriamente definire un gioiello architettonico. Edric, senza indugi, dirige il suo cavallo all'interno del piccolo recinto di fianco alla costruzione e, per l'ennesima volta nel corso della giornata, lega il suo cavallo, imitato dagli altri. I sei entrano poi finalmente nella costruzione, che si presenta con con un grande salone, ad occhio e croce la sala da pranzo della locanda. Pur abbastanza spoglia, la stanza è arredata con gusto, con molti tavoli lignei in buone condizioni, pareti e pavimenti puliti, e soprattutto un gran camino acceso che troneggia in fondo alla sala, riscaldando piacevolmente l'ambiente dopo la nottata all'addiaccio. Dietro un lungo bancone si trovano due giovani, un ragazzo e una ragazza, che discutevano animatamente, salvo poi zittirsi istantaneamente all'ingresso degli estranei. Tenendo d'occhio una sciabola appesa ad una parete lì vicino, il giovane si rivolge al gruppo. >

- Salve. In cosa posso esservi utile, forestieri? -

< Edric avanza lentamente verso il bancone, scandendo le parole. >

- Salve, ragazzo. Mi chiamo Edric, e sono un cugino di Edlin. Io e i miei amici abbiamo viaggiato per molto e siamo stanchissimi. Mi potreste gentilmente chiamare Edlin? Sono sicuro che capirebbe la nostre situazione... -

< Il ragazzo sembra pensarci intensamente. Dopo un minuto buono, decide che è meglio non cercar rogne. >

- Edlin sta dormendo, ma se è questo che desiderate, andrò a chiamarlo. -

- Grazie di cuore, ragazzo. -

< Lanciando un'occhiata d'intesa alla compagna, il giovane sparisce attraverso una scala scavata nella pietra, dalla parte opposta del salone. Con fare noncurante, Edric si avvicina al caminetto, come per scaldarsi. In realtà, vuol solo stare il più possibile distante dalla ragazza, per sussurrare ai suoi. >

- Edlin è davvero un mio cugino, gestisce la locanda. E' un uomo di buon cuore, il che qui lo rende una specie di autorità. Sicuramente ci farà dormire gratis, ma potrà tornarci utile anche in seguito, su questo posto è una miniera di informazioni, conosce praticamente tutti...attenzione però a parlare con lui, purtroppo è un fervente credente in Draco. -

Modificato da Empedocles

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OFF: Ah ok, come non detto (anche se ovviamente scherzavo eh :stralol: ), Shadd aveva anticipato che dopo la mappa della città sarebbe arrivata quella del mondo, ma evidentemente avrete cambiato idea.

- Oh beh, nessuno è perfetto, per una stanza da letto gratis e qualche informazione si può sopportare anche questa mancanza morale. -

< Mormora ironicamente con un sorriso, mantenendo ovviamente la tonalità di voce altrettanto bassa, per non farsi ugualmente udire dalla ragazza. Avvicinatosi anch'egli al cammino, passa ad osservare con noncuranza la spoglia locanda, in cerca di eventuali avventori nottambuli quanto loro sei. >

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-Per me basta che mi venga dato un posto dove riposare tranquillamente, cosa che non faccio da 3 giorni e un modo di asciugarmi...-

<Dice, avvicinandosi al camino e portando le mani in avanti, per asciugarsele.>

-E perdono tutto a tutti.-

<Dice, mentre avverte il classico formicolio che si prova vicino a una fonte di calore dopo essere stati al freddo.>

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< Dopo pochi minuti, si odono dei passi sulle scale. Assieme al ragazzo di prima, scende un ometto molto alto e magro, un vero e proprio palo, i cui capelli folti e la barbetta curata tendono su una tonalità castano-bionda. L'uomo sembra più giovane di Edric di un bel po', ma forse è solo un'impressione dovuta alla statura. Scrutando nel gruppo con aria accigliata, scorge subito Edric e il suo volto si rasserena, passando ad un'espressione stupita. >

- Edric! Sono secoli che non passavi da queste parti! Che ci fai qui, a quest'ora? Posso fare qualcosa per te e...per i tuoi amici? -

< Edric gli va incontro e assume un'aria dispiaciuta. >

- E' una storia lunga, ma ho deciso di chiuderla con i commerci. Voglio trovarmi un podere da coltivare per godere direttamente dei frutti della terra, finché vivrò. Assieme a Valdemar, Derian e Sujal <indica i tre> abbiamo raccolto una bella sommetta e stiamo cercando di realizzare questa follia. Purtroppo sulla strada abbiamo trovato alcuni inconvenienti...fra cui Eoden e Sharek <indica i due> che stavano scappando da una banda di demoni che li aveva rapiti. Però, se non ti dispiace, preferirei raccontarti tutto domani...ora siamo tutti quanti stanchissimi. -

< Edlin si apre in un sorriso disponibile. >

- Ma certo! Fra l'altro, di questi tempi ho anche pochi clienti. La locanda ha tre piani, l'ultimo è completamente libero. Sistematevi pure dove volete...e ovviamente non accetterò un pagamento nemmeno sotto tortura. Domani mi potrete raccontare tutto meglio. -

< Edric coglie l'occasione al volo. >

- Grazie di tutto, Edlin, sei un amico! Mi dispiace per averti svegliato, ma giuro che toglieremo l'incomodo in pochi giorni, forse proprio domani. -

- Figurati! Non ho fretta, assolutamente. A domani, ragazzi! -

- A domani! -

< Edric fa un cenno agli altri, poi il gruppo sale le scale fino all'ultimo piano, formato da un unico corridoio rettangolare con le stanze sulla sinistra e quattro grendi saloni comuni di diverso uso sulla destra. L'uomo, prima di congedarsi dai suoi, proferisce l'ultima raccomandazione. >

- Dormite pure quanto volete, tanto penso che almeno per domani rimarremo qui ad Uasen. Abbiamo faticato abbastanza in questa giornata, direi. A domani! -

< Detto questo, apre la porta della prima camera che gli capita a tiro. >

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- A domani dunque, fratelli. -

< Mormora con tono volutamente pomposo e teatrale, mentre va per aprire la porta della seconda stanza più vicina a loro. >

Modificato da Hitman_

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<Anche Sharek apre la prima porta che gli capita, direttamente adiacente quella di Edric, e fa per entrare, per poi fermarsi e domandare.>

-Solo una cosa...-

<Dice, indicando i vestiti con uno sguardo più che eloquente.>

-Dovremmo pur cambiarci con qualcosa di asciutto...-

Modificato da Zackareth

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< Sujal, che sta per aprire la porta adiacente a quella di Sharek, si ferma interdetto sulla soglia alla domanda dell'ardanita e si volta verso le scale. >

- Derian...? -

< Effettivamente, con Edric già entrato nella camera, fuori sono rimasti solo il demone, Sharek, Eoden e Valdemar, che sta entrando nella camera vicino a quella di Eoden. Passa un minuto buono prima che finalmente anche l'elfo compaia in cima alle scale, con passo pesante e qualcosa di pesante in mano. L'elfo è bagnato fradicio e, con tono canzonatorio, riprende tutti i presenti. >

- Ehi, geni, se non c'ero io che ci pensavo a quest'ora il forziere era giù, con i cavalli, alla portata di tutti. -

< Sujal ridacchia assai poco educatamente. >

- Fidati di un elfo, se si tratta di custodire soldi... -

< Poi torna serio, rivolgendosi a Derian e Sharek. >

- Bene, Derian, penso che per questa notte dovrai separarti dal tuo amato forziere. Sai, amico <si rivolge a Sharek>, io ho bisogno di dormire molto poco, anzi sono conosciuto per essere fra i più mattinieri del tempio. Sicuramente domani mi sveglierò ore prima di tutti voi, e a questo punto impegnerò il tempo facendomi un giro per il posto e comprando dei bei vestitini nuovi e soprattutto asciutti per noi, che vi farò recapitare direttamente nelle camere. In fondo dovremo vivere insieme per un bel po', e dubito che basti un solo abito a testa...forse per quel puzzone di Derian potrebbe bastare. -

< Alzando gli occhi al cielo, Derian consegna di malagrazia il forziere a Sujal e si dirige verso la porta vicino a Valdemar, intenzionato a dormire il più lontano possibile dal demone. >

OFF: Quindi le camere sono venute Sujal-Sharek-Edric-Eoden-Valdemar-Derian

Modificato da Empedocles

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<Sharek trattiene a stento una risata per la scena avvenuta, e poi entra nella propria stanza.>

-Grazie, di solito anche io sono MOLTO mattiniero, ma dopo 3 giorni di insonnia penso che per svegliarmi dovrete darmi fuoco.-

<Dice, prima di entrare nella propria stanza, togliersi i vestiti fradici di dosso, rivelando per la prima volta l'intero, intricato "tatuaggio" che ha sulla schiena, con la quale gli è stata impressa la maledizione, ma che ormai non è altro che un comunissimo ammasso di inchiostri, cicatrici e brutti ricordi, costituito da varie linee, curve, rette, ad angolo retto, che si inetrsecano a partire dalla clavicola destra ad allargare fino al centro della schiena e poi restringersi a poco a poco dal centro della schiena fino all'ultima parte di quella che è ancora definita schiena, e non deretano. Subito Sharek si ficca nel letto e si copre, addormentandosi in una manciata di secondi, finendo nell'unico sogno dove non sarebbe voluto finire: un flashback.>

Sharek viene avvolto dal nulla. Mentre precipita...Oppure è solo fermo a mezz'aria...? Un scena a lui familiare si manifesta davanti al suo occhio onirico, lui è nella piazza centrale di un villaggio di medie dimensioni, ma Sharek si rifiuta di ricordarlo...Invano. Le costruzioni non si manifestano, ma il patibolo, in allestimento per il padre, si materializza insieme a corpi confusi di persone, di colore cangiante e senza dettagli, e ad altri due corpi, definiti, estremamente reali. Suo padre e Artheid, cugino del capo e ormai suo rivale in tutto, entrambi però con espressioni sofferenti.

<Sharek, 29enne, quasi 30enne, corre verso il padre, che sta dietro ad Artheid, il quale lo ferma, parlando in ardanita.>

-Sharek...E' inutile, ormai è un morto che cammina, e sai benissimo chi lo renderà un morto immobile...Mi disp...AGH.-

<Sharek ha destinato un terrificante montante allo stomaco del rivale, che ora si trova inginocchiato per terra sputando sangue e bile. Sharek corre verso il padre, e destina ad egli un terrificante destro alla mascella, che produce un sonoro schiocco, lussata. Ora è Sharek a rivolgersi al padre, sempre in ardanita.>

-Io mi vergogno anche solo di pensarti mio padre, brutto imbecille. Ti rendi conto di cosa hai fatto? Hai ucciso un PRETE! Forse nemmeno se avessi ucciso il capo questo tuo atto sarebbe stato più scandaloso! Ti sapevo rinco****nito dall'età ma questo mi sembra TROPPO. Complimenti, ti sei guadagnato l'odio e il disprezzo di tutto il villaggio, me incluso.-

<Dice, mentre il padre si sistema la mascella che sta già gonfiando, il volto rigato di lacrime non per dolore ma per la sofferenza di sapere che il suo unico figlio lo odia.>

La scena cambia di nuovo, adesso le uniche immagini che riesce a vedere sono se stesso, i capelli non lunghi ma nemmeno cortissimi, vestito totalmente di nero, dagli stivali al cappuccio, dai guanti alle cinte, fibbie incluse, con in mano uno spadone a due mani senza punta, ma con una letale lama affilatissima, e il padre, inginocchiato con le mani forzatamente giunte in posizione di preghiera, la testa china su un lordo ceppo d'albero, marrone perchè fosse il suo colore, originariamente pitturato di bianco, ma per i litri di sangue che si sono asciugati sullo stesso. Dal nulla affiorano corpi e volti di persone, deformate in un aspetto demoniaco (OFF: Tipo video di Going Under degli Evanescence), che pretendono il sangue del sacrilego, le cui lacrime hanno ormai scavato un solco nelle guance, e alla quale sono ormai stati tolti gli occhi...

<Sharek si sveglia di botto, apparentemente non più di due ore dopo l'essersi addormentato, alzandosi di scatto, ricoperto di sudori freddi e quasi sul punto di emettere un parecchio rumoroso verso di spavento.>

-M***a, e io che volevo dormire tranquillo...-

<Dice alzandosi dal letto e avvicinandosi alla finestra della propria camera, guardando il burrascoso tempo all'esterno.>

-Quanto dovrò tormentarmi ancora, prima di poter dormire un sonno tranquillo?-

<Dice, accorgendosi di perdere gocce di sangue dall'occhio maledetto, sentendolo insensibile, ma vedendoci, pertanto prende un lembo della propria veste, ugualmente bagnata come prima e trovato un pezzo non ancora umido lo bagna del proprio sangue, asciugando l'occhio e rimettendosi a letto, addormentandosi senza sognare, ma sempre con un senso di ansia in corpo, fino al giorno dopo.>

Modificato da Zackareth

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OFF: Hit, ariedita pure, tanto più che ronfare non è che puoi fare molto :stralol:

Le stanze sono abbastanza spaziose, arredate molto semplicemente con un armadio, un tavolo, una sedia e un letto abbastanza grande. Una finestra dà all'esterno, nel caso delle stanze in questione sul retro della locanda.

Eoden e Sharek, stanchi per la giornata, cadono ben presto in un sonno profondo.

Il primo a svegliarsi è Eoden, disturbato dai raggi di sole che filtrano, nonostante la tenda, dalla finestra. Si sente completamente riposato e pronto per affrontare la nuova giornata. Dal piano inferiore giungono alcuni ovattati rumori.

Modificato da Empedocles

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< Viene lentamente svegliato dai raggi del sole mattutino che filtrano all'interno della spaziosa stanza. Si alza dopo qualche istante senza passare troppo tempo a poltrire, e rimugina per qualche istante sulla nottata passata. Come tutte le notti ha sognato e come tutte le notti non ricorda cosa. Le probabilità che i sogni siano relativi al suo status passato da principe erede al trono sono elevate, ma non potrebbe dire neanche questo con certezza. Prende a rivestirsi velocemente, udendo solo ora i bassi rumori che provengono dal piano di sotto. Qualche istante dopo si ricorda però della promessa di Sujal di consegnare i vestiti direttamente nelle camere, dunque decide di attendere ancora qualche istante seduto sul bordo del letto. >

Modificato da Hitman_

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OFF: Attendo che mi venga recapitata la tunica.

<Nonostante la luce del giorno irrompa violentemente nella sua stanza, Sharek non reagisce in modo alcuno alla stessa e continua a dormire a pancia in giù nel proprio letto, russando leggermente, addormentato molto profondamente data la stanchezza accumulata nei giorni passati. Durante la notte, a furia di agitarsi, la coperta che lo copriva si è mossa, rendendo visibile la metà superiore del tatuaggio, di colore ben visibile ora, nelle parti piccole è nero, passando al rosso scuro mentre si allarga e poi passando al rosso cremisi dell'occhio nel centro della schiena, solo parzialmente visibile. Nel centro di quello che dovrebbe essere un cerchio, della quale ovviamente è visibile solo metà, si può vedere quel che rimane di un ustione parecchio grave, apparentemente causata dall'essere trafitto da qualcosa di orribilmente caldo, ma evidentemente della grandezza di un coltello da burro; la sola vista di quella ferita suggerisce che debba essere stata molto dolorosa.>

Modificato da Zackareth

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