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Shadd

Giocata Ethernos-Rahima

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Log pregresso:

A pochi metri di fronte ai nostri, che si trovano proprio fuori dal bosco, gli alberi si fanno più radi fino a sparire quasi del tutto lungo un pendio che porta alla vallata. Alla destra, invece, il pendio si arresta dopo qualche centinaio di metri creando una sorta di ripido crepaccio su cui imperversa una penisola di sottobosco dall'apparenza piuttosto fitta, che si allunga fin quasi tutta la lunghezza della valle.

Gonbur: Se fossero banditi non potremmo certo affrontarli in tre, sarebbe follia e non è questa la nostra missione.

Gonbur indica in direzione del crepaccio.

Gonbur: Potremmo aggirarli facilmente seguendo il bosco: saremo sopra di loro e coperti dagli alberi.

Non resta che decidere se evitarli o verificare chi siano.

Gonbur sembra davvero indeciso, e si massaggia il mento pensieroso.

Ethernos: Siamo in tre, possiamo metterla ai voti oppure lanciare una moneta se proprio proprio siamo indecisi.

Ethernos continua a guardare quel gruppo numeroso per vedere se riesce a scorgere qualcosa che li possa aiutare, ma inutilmente.

Rahima al-Jaidi: Direi di capire chi siano.. c'è qualcosa di particolare in quella direzione? [indica la direzione in cui si dirige la colonna]

Ethernos mentre ritira lo sguardo verso il suo gruppetto vede qualcosa in lontananza e vicino ad alcuni uomini vede dei riflessi, si rivolta verso i due e aggiunge:

Ethernos: Ci sono dei bagliori che provengono da loro, probabilmente sono armati!

Gonbur: Ci sono alcuni villaggi e qualche boschetto sparso, credo. Non saprei.

Mhh [Rivolto ad Ethernos] Questo non mi sorprende: un gruppo numeroso che si muove lontano dai terreni abitati non può che essere armato, a meno che non siano in fuga, ma in tal caso avremmo sicuramente sentito di una catastrofe.

Ethernos si gratta la barba con insistenza alla destra del labbro, che solitamente significa che è preoccupato e risponde a Gonbur:

Ethernos: Un gruppo numeroso ben armato che si avvicina ad alcuni villaggi non può che destare sospetti.

Gonbur: ...Già, ma ci sono milizie di pattuglia quasi ogni giorno tra quei villaggi: con la piaga dei banditi hanno dovuto adattarsi. E comunque non potremmo certo fermarli, mentre andare ad avvisarli potrebbe rivelarsi un passo falso. Non siamo sicuri siano banditi e ritarderemmo di almeno tre giorni la nostra visita alle caverne.

Ethernos: Mmh, sono parecchio indeciso, sentiamo cosa ne pensa Rahima!

Rahima al-Jaidi: [Annuisce] Allora direi di capire chi sono e continuare verso le caverne, non ne vale la pena di finire immischiati in altro.

Gonbur: Quindi, il bosco? [Chiede Gonbur indicando a destra, un po' incerto del consiglio di Rahima.]

Ethernos: Se vogliamo evitarli e basta dobbiamo passare per di lì, ma se vogliamo osservarli e intanto andarcene per la nostra strada, non c'è un opzione secondaria, giusto?

Gonbur: Possiamo rasentare il crepaccio e sperare di veder meglio dopo esserci avvicinati, ma da lì non sembra ci sarà alcun modo per raggiungerli a prescindere da quello che scopriremo.

Ethernos: A questo punto direi di inoltrarci nel bosco e proseguire per la nostra strada, perchè da quello che ho capito o li seguiamo e scopriamo chi sono oppure andiamo alle cavarne.

Personalmente un po' il dubbio mi rimarrebbe ma se per voi è la scelta migliore allora andiamo e non perdiamo altro tempo [si volta verso Rahima aspettando una sua risposta.]

- Si pregano gli altri di non postare; Gabry e Scrigno, se avete da scrivere in off-game mettete tutto sotto spoiler.

- Scrivete le azioni in corsivo, mentre i dialoghi racchiusi tra < parentesi > oppure - trattini -.

- Dopo ogni mio post, se non avete nulla da aggiungere e volete solo aspettare la mia prossima mossa, postate scrivendo OK. Cancellerò tutti i post "OK" dopo il mio successivo post, per mantenere ordinato il thread.

- Ora tocca a Rahima e considero già l'OK di Ethernos visto che è stato l'ultimo ad agire.

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Rahima osserva per alcuni secondi la colonna in marcia, che apparentemente non ha idea di essere osservata.

- Sì, il bosco è la scelta migliore, anche se non so che darei per un po' meno verde. -

Sospira al pensiero di dover riprendere a camminare in mezzo a piante e arbusti senza poter vedere granchè.. senza parlare degli insetti; non ne ha paura, ma un paio di giorni prima ha già avuto il piacere di abbracciare un ragno mentre passeggiava intorno a Lad Theòrn e non desiderava ripetere l'esperienza.

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In ricordo dei vecchi tempi, un po' di buona musica di sottofondo

:sisi:

ps: non c'è un modo di mettere solo il link senza che mi embeddi il video?

Senza farselo ripetere, la luzuynita si incammina dietro a Gonbur. Destreggiando il proprio bastone riesce ad aprire una delle sue borracce, ne beve quindi qualche sorso e la porge agli altri.

- Acqua? -

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Ma la giocata poi la metti nel Log di Roll20?

Come si mette il corsivo mettendo le quadre prima e dopo, così riesce a giocare anche dal telefono?

- Grazie, ne bevo giusto un sorso, non l'hai fatta tu vero?! -

Esclama ironicamente Ethernos riferendosi alla gag dei biscotti.

Successivamente si guarda attorno e vede che la loro visuale cala e non riesce più a vedere nient'altro che alberi.

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- No, pura e ottima acqua di fiume. -

Ribatte, porgendo ora la borraccia a Gonbur. Alternando tra guardare il terreno di fronte a sè e la colonna in marcia in lontananza, tenta di distinguere qualche dettaglio in più, anche se la vegetazione sempre più fitta non la aiuta minimamente.

@Scrigno: si fa così

[i]testo[/i]

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- Grazie. -

Risponde l'omone prendendo un breve sorso dalla borraccia, restituendola poi alla ragazza.

La vegetazione si fa sempre più fitta, ma il trio trova presto una via percorribile al suo interno, procedendo speditamente. La traversata è tranquilla, finché i nostri non odono un fruscio troppo rumoroso perché sia solo un piccolo animale.

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tassa musicale

Non particolarmente abituata ai suoni tipici di una foresta, Rahima cammina nervosa lanciando occhiate intorno a sè ad ogni piccolo rumore. Quasi rassicurata che tutto ciò è normale e che non c'è nulla che debba temere, un fruscio più insolito e forte degli altri la fa scattare e mettere in guardia rivolta verso la sua sorgente, pronta a colpire qualunque cosa si faccia avanti.

- Si. -

Risponde sottovoce.

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Guardingo, Gonbur sfila lentamente lo scudo dalle spalle, la mano già alla sua ascia, infilata in un anello metallico alla cintura, pronto a sfilarne la testa e impugnarla.

Dai cespugli si palesa una figura indistinta, forse marroncina, sicuramente pelosa. Poi, una voce, o più un verso. Gonbur abbandona la presa e si lascia scappare uno sbuffo ilare. Dal cespuglio capitombola fuori, finendo faccia a terra, quello che ha tutta l'aria di essere un alquanto goffo umano, già a prima vista non giovane e dall'aspetto incolto quanto la peggior gramigna di valle, con lunghi, sporchi capelli color del fango, e ora anche pieni di foglie umide appiccicate. Gonbur non sembra averlo identificato come pericoloso ed è certamente divertito dal comico scivolone, ma si avvicina con molta cautela, poiché l'uomo non ha ancora mosso un muscolo.

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Rahima alza la punta del bastone verso la sagoma, pronta a difendersi, solo per farla ridiscendere lentamente quando la figura finisce a faccia in giù nel terreno fangoso. Alzando un sopracciglio, si rivolge all'uomo.

- E tu chi saresti? -

Domanda, con un filo di divertimento nella voce e lasciando che sia Gonbur ad avvicinarsi.

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L'uomo rimane fermo ancora un'attimo, poi, il resto del corpo ancora immobile, le braccia si muovono piegandosi per poggiare le mani a terra, diventando poi un perno per permettere al figuro di rialzare il busto e mettersi seduto, apparentemente soddisfatto delle foglie umide e del terriccio come tappeto.

La faccia ancora marrone di sporcizia, l'uomo lascia attendere la sua risposta, e quando la emette non smette mai di guardarsi i talloni, rendendo difficile udirla, ma anche capire che le parole siano rivolte al nostro trio.

- ...E chi lo sa ormai... -

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La ragazza china la testa da un lato, osservando curiosa l'uomo. Ha ormai deciso che non rappresenta un pericolo e riprende ad appoggiarsi al bastone invece di puntarlo contro di lui.

- E invece sai cosa fai qui? -

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