Jump to content
GTA-Series.com Forums
RockstarWorks

Ho vinto perché non volevo. A Rockstar Games Fan.

Recommended Posts

Ho vinto perché non volevo. A Rockstar Games Fan.

I won, because I didn’t want. A Rockstar Games Fan.

I giochi Rockstar Games probabilmente non diventeranno mai una saga cinematografica, ma non è detto che non si possa strutturare una storia che giri attorno a Rockstar Games seppur indirettamente. Immaginate se il personaggio sia un fan di Rockstar Games, la sua vita è uno schifo, nessun amico, nessuna ragazza, vita da nerd-geek sfigato, una famiglia che sa il suo nome perché lo legge sulla carta di identità e un giorno questo viene chiamato da Rockstar perché selezionato come uno dei 10 vincitori del concorso “Lavora con Rockstar” e che questo cambi la sua vita radicalmente perché conosce nuove persone, si fa nuovi amici e conosce anche una bella ragazza?

Marco, un tipo solitario, laureando nella facoltà di Economia all’ultimo anno, non ha nessun amico se non sua mamma, la sua vita è una vita da nerd, geek, e non ha benché la minima idea di cosa sia il mondo esterno. Tutto quello che conosce si limita ad uno schermo televisivo. La sua famiglia non lo calcola proprio, nessuno si interessa di lui, dalla nonna, agli zii, dai cugini, al padre, eccetto per la mammina dalla buona cucina. A scuola viene preso in giro dai compagni, dai professori e dal preside, perché è distratto, imbranato e tutti credono sia uno stupido. E’ una schiappa in tutto, non sa fare assolutamente niente, per non parlare di come si cimenta nello sport e nell’attività fisica. All’università rivede dopo tanto tempo la ragazza dei suoi sogni del quale è innamorato fin dall’asilo dato che alle scuole medie si sono persi di vista. Quando la rivede, e scopre che è single, ci prova in tutti i modi, ma lui non sa fare niente, e non sa assolutamente cosa fare. In realtà sta male per questo ma non è nella sua indole, non sa davvero come comportarsi, così pensa bene di essere se stesso, le offre un caffè, e iniziano a parlare dei vecchi tempi e lui inizia i suoi discorsi da nerd, secchione, imbranato; purtroppo lui non sa che lei lo ha sempre odiato fin dal primo giorno che si erano conosciuti. Giorno per giorno lei tenta di staccarsi ma non ci riesce. Il povero Marco, si assenta per una settimana causa bronchite e questa è una buona occasione per provarci anche su facebook e commentare ogni suo singolo stato o immagine. Al ritorno all’università, davanti alla stazione dei pullman, rivede l’amata che invita con una scusa a prendere posto con lui, la ragazza dice che con lei è venuta un’amica e quindi non è possibile. Durante il viaggio, Marco scopre la verità, tutto questo perché la radio che stava ascoltando con le cuffie non prendeva e lei, credendo stesse ascoltando la musica, ne approfitta per dire le cose come stanno alla sua amica. La sua vita era già uno schifo, nessun amico, nessun bel ricordo, una famiglia davvero “strana” e tanti tantissimi progetti oramai irrealizzabili. Colpito da troppi, tanti malori, decide che nella sua vita non doveva fare più niente, solo aspettare la morte davanti ad un videogioco. Marco, iscritto a Gta-Series, scopre che Rockstar ha indetto un concorso: “Un mese con Rockstar; tutto quello che avresti voluto sapere ma non abbiamo detto perché siamo cattivi.” 10 fortunati vincitori che non solo visiteranno Rockstar ma presteranno il volto ad un personaggio del gioco. Tutto quello che bisognava fare era accedere al Social Club e cliccare su partecipa. Per Marco che senso aveva, Rockstar Games, il suo sogno, ma che senso ha partecipare se si è profondamente tristi. Alla fine, sapendo che nulla mai avrebbe cambiato la sua vita, decide di partecipare e di essere ancora più triste di quanto era già, tanto di sicuro non sarebbe cambiato niente, non avrebbe né vinto, né realizzato uno dei suoi tanti sogni, un solo click, un altro secondo della vita sprecato. Dopo una settimana riceve un e-mail da Rockstar che lo classifica come uno dei dieci fortunati ad aver vinto il concorso. Dalle risate più esasperate, ai balli più frenetici, non sapeva davvero come non divertirsi, Marco scopre che la sua vita ha preso un’altra strada. La fortuna stava per girare dalla sua parte. Subito corre a comprare un biglietto per New York e dopo aver preso tutto l’occorrente, prende un aereo per New York e parte per l’avventura. All’arrivo, all’aeroporto lo aspetta un portavoce che lo porta in hotel e gli ricorda l’appuntamento agli studi Rockstar l’indomani mattina. Marco, tutto contento, si sveglia presto, si mette su un bel completo super lussuoso e parte all’avventura. Gli presentano il presidente, i portavoce, gli assistenti, sceneggiatori e gran parte del team Rockstar. Dam Houser in persona, gli presenta alcuni programmatori che stanno lavorando ad un nuovo Grand Theft Auto, ci sono tipi davvero bizzarri, tra cui un certo James, che si occupano anche di sceneggiare e doppiare alcuni personaggi secondari del gioco e forse si da una spiegazione di come vengono creati quei strani personaggi come Eddy Low. Ovviamente Dam gli ricorda di non fare tardi la notte stessa altrimenti non si sarebbe svegliato presto per iniziare il lavoro. Marco, fan pazzesco ne approfitta per chiedere autografi a tutti e intanto viene invitato da James per un giro nella cittadina di New York dove scopre posti davvero fantastici che nemmeno lui sapeva esistessero se non grazie a Google Maps. James è un tipo davvero strano, con concetti della vita pienamente assurdi, un po’ come il personaggio di Alan in Una notte da leoni. Al ristorante gli fa conoscere un po’ di persone, Bob e Michael e conoscendo James, Marco, sa sicuramente chi si troverà di fronte. James inizia a parlare di come fosse divertente la sua vita e di come fosse cambiata e di come ha conosciuto quel gruppo di amici durante una partita di baseball, dove a causa loro persero la vita 2 persone e altre 120 rimasero ferite. James prima di lavorare per Rockstar era un elettricista, la sua famiglia oramai non lo calcolava e non gli chiedeva nemmeno come stesse, così per guadagnarsi qualcosa iniziò a lavorare come elettricista, ma non era molto bravo, lo era diventato grazie a dei corsi online, ma di esperienza non ne aveva per niente, si era laureato in informatica col massimo dei voti, ma la sua vita era davvero infelice, non era mai stato fidanzato se non con una Ugly Betty che sembrava essere più un uomo. Li conobbe Bob che era un ingegnere fallito e Michael responsabile dei lavori. L’incidente fu causato da un mal funzionamento della corrente elettrica che causò la morte dell’arbitro e di un giocatore mentre aveva azionato il phone, mentre Bob ferì durante la partita 120 persone perché crollarono gli spalti dello stadio da lui progettati e Michael, responsabile dei lavori, venne licenziato. Era partito alla ricerca del sogno americano, emigrato dalla Germania per cambiare la sua vita, fare nuove conoscenze e abbandonare la sua infanzia da schifo. Marco intanto stava facendo nuove conoscenze, era felice, stava scoprendo cose nuove, ma i suoi genitori, dall’altra parte del mondo, non gli chiedevano nemmeno cosa stesse facendo e soprattutto se stava bene, anzi i genitori affermano che il primo giorno avevano apparecchiato anche per lui a tavola credendo sarebbe ritornato. Il secondo giorno, in orario, Marco, arriva negli studi Rockstar e scopre che ci sono programmatrici Rockstar davvero super-sexy, James ovviamente non aveva detto nulla, perché secondo lui sono di un rango troppo alto per i poveri nerd-geek strani. Certo James superava tutti. E’ un tipo davvero strano, la notte dorme poco, ama guardare i film d’azione e piangere solo se c’è un lieto fine, ma non per la commozione, per la tristezza dato che secondo lui non esiste nessun film d’azione se c’è qualcuno che rimane vivo. Ogni tanto piange perché sente la mancanza di ragazze, nuovi amici e soprattutto dei familiari. Marco, oramai inibito da James ne approfitta per un altro giro negli studi e li conosce anche gli altri 9 fortunati vincitori arrivati con qualche giorno di ritardo e, per via del suo carattere proprio non riusciva a farsi valere, era inciampato in un cavo del PC, distruggendo alcuni progetti di gioco e ferendo una donna delle pulizie. Anche in America il solito deficiente. Li conosce una ragazza bellissima, una giovane programmatrice Rockstar che si occupa della tecnologia Motion Scan, quindi, seppur in maniera indiretta, una sua temporanea collega di lavoro. Marco chiede aiuto a James su come conquistarla dato che, essendo una sua collega di lavoro, la conoscerà, seppur solo in ambito lavorativo. James, sapeva tutto di tutti, aveva creato un database delle persone che conosceva e che aveva incontrato e questo lo teneva impegnato nelle notti insonni in cui youporn era intasato. James sapeva tutto di lei, pregi, difetti, situazione sentimentale. Era fidanzata ma James disse che Erik, il suo fidanzato, non la meritava come donna, la tradiva con altre e si vantava con gli amici della sua fedeltà, di come è bello apparire per come non si è. Marco doveva fare di tutto per cambiare radicalmente vita, essere felice, conoscere nuove persone, uscire con una brava ragazza, di abbandonare l’informatica, il computer, la playstation e di conseguenza i videogiochi, se questo lo faceva stare male. Era troppo per lui, una vita da sfigato non doveva chiamarsi vita, l’ossessione che lo stava tramutando nella persona che non voleva essere: triste, solo. Marco si mette all’opera, prendere o lasciare, però, deve prima conoscere Emily, la programmatrice Rockstar, per crearsi un rapporto di amicizia, cosi, sotto consiglio di James, la invita nel ristorante più lussuoso di New York, ma con quali soldi? Certo! con quelli di James, è un programmatore Rockstar, qualcosina in banca ce l’avrà rispetto a uno che non lavora o che è ancora uno studente universitario. Oramai sono passati alcuni giorni, James vuole bene a Marco, lo reputa suo fratello adottivo. Emily accetta, è una cena di lavoro, ma Marco, alla fine della cena, dice subito le cose come stanno, del ragazzo che la tradisce e di come lo ha saputo, di James che ha un database, vuole essere sincero con lei, non vuole né perdere la sua fiducia né tanto meno la sua amicizia. Emily si mette a piangere, dice che non deve intromettersi nella sua vita, è già tutto così difficile, far combaciare lavoro e famiglia è complicato e lui in poco tempo pensa di essere il capo del mondo, di controllare e conoscere le emozioni e i problemi di ogni singola persona su questo mondo. Il giorno seguente Emily non si presenta al lavoro, da James scopre che è a casa sua a piangere, aveva trovato il coraggio di lasciare Erik e a casa sua non c’era nessuno ad aspettarla, la mamma è morta quando era piccola, il padre, dalla tristezza, non ha retto il dolore e, caduto nell’alcool, qualche anno dopo si toglie la vita tagliandosi le vene. Marco, non resta con le mani in mano, la mattina e il pomeriggio lavora per Rockstar, la sera fa di tutto per starle vicino. Marco nel frattempo stava dimostrando di avere anche una grande dote per il doppiaggio. Piano piano cercano un contatto e alla fine i due si chiariscono, Emily non voleva dire quelle cose, era solo arrabbiata col mondo, non è facile accettare di perdere una famiglia e ora anche il ragazzo. Marco gli chiede quale fosse il suo desiderio più grande oltre ovviamente ad essere felice nella vita. Lei risponde di non desiderare alcun altra cosa se non stare insieme a qualcuno che la aiuti a dimenticare il suo passato orribile, tra i due scatta un bacio, Marco stava cambiando e Emily stava riprendendo fiducia in se stessa. Il lavoro intanto prosegue bene, tra i due si crea un bel rapporto, stanno bene insieme, ma tutte le cose, anche quelle belle, hanno una fine. Il mese con Rockstar stava per finire e restava così una dura decisione da prendere: Vivere in America, trovare un lavoro, anche come cameriere, arrangiarsi per quel che si può o ritornare in Italia, riprendere gli studi e probabilmente la vita da sfigato? Marco era diventato abbastanza maturo, aveva anche compiuto i suoi 22 anni in America e festeggiato negli studi Rockstar, aveva realizzato un grande desiderio della sua vita, conosciuto persone che non si sarebbe mai aspettato di conoscere, ma rimaneva questa dura scelta da affrontare, abbandonare la donna della sua vita o ritornare da mammina, dal papino e dal fratellino e ridare vita a quella che non si chiamava in realtà vita. Marco, questa volta senza dire nulla a nessuno, decide di ritornare in Italia, ma aveva un piano ben preciso, in primis voleva davvero capire quanto la sua ragazza tenesse a lui, poi voleva riscattarsi professionalmente e moralmente, mandare a quel paese i professori che lo avevano preso in giro da una vita, dire ai genitori e ai parenti quello che pensava veramente e fare un esame di auto riflessione ad ognuno di loro iniziandoli a toccarli nel personale, nel loro passato, di prenderli in giro sui loro problemi, su quello che più li turbava, di come per esempio suo zio Giulio fosse stato preso in giro e messo in castigo in ginocchio sui ceci alle medie da una professoressa o di come suo cugino Andrea è stato picchiato da una ragazza veterana di guerra che conosceva il Krav Maga perché prendeva in giro un ragazzo con l’apparecchio in mezzo alla strada. Intanto i messaggi in segreteria di Emily continuavano ad aumentare, lei lo desiderava più di ogni altra cosa al mondo e il fatto che Erik si fosse candidato come personaggio di scorta nel caso in cui Marco non si fosse presentato negli studi Rockstar, per riconquistare Emily, non la rendeva di certo felice. James non aveva la più pallida idea, ma era preoccupato dato che al telefono non rispondeva e mancava, tra l’altro, da completare, l’ultima missione di gioco prima di finire il lavoro con Rockstar. Il countdown stava per scadere, la tensione si alzava sempre di più e proprio quando si stanno perdendo le speranza e Rockstar stava chiamando Erik per sostituire Marco, Marco si presenta più fiero che mai, si scusa per il ritardo e racconta tutto. Un forte applauso da tutto il team Rockstar inonda la felicità di Marco ed Erik, piangendo, abbandona gli studi e i due vissero felici e contenti anche se l’essere imbranato, in fondo, non l’aveva mai abbandonato, trovando un lavoro come cameriere e facendo cadere un piatto bollente, su uno dei più cari e fidati clienti del ristorante in cui lavorava.

FINE

Ho provato a scrivere questa storia, perché ho cercato di mettere in prima persona il giocatore fan, colui che è l’altra parte di Rockstar, la parte attiva, che gioca con i suoi giochi e che vive una vita con i suoi problemi, le sue storie, ovviamente il tutto in una versione comica, bizzarra e surreale.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Sembro quasi io fino alla parte in cui va a NY

Non vivo una vita abbastanza felice,sia in famiglia sia a scuola e anche Socialmente,i videogiochi per me sono anche un appiglio per distrarmi ed entrare in un altro mondo e mai nessuno come R* è riuscita a darmi queste emozioni!

Modificato da MikeT

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Sembro quasi io fino alla parte in cui va a NY

Non vivo una vita abbastanza felice,sia in famiglia sia a scuola e anche Socialmente,i videogiochi per me sono anche un appiglio per distrarmi ed entrare in un altro mondo e mai nessuno come R* è riuscita a darmi queste emozioni!

Fine della poesia :8D:

Wow, ammiro il tuo coraggio nel dire queste cose.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Hai una bella fantasia :ahsisi: Complimenti

Grazie. ;)

E' opera tua?

Si, per non parlare di quando inviai del materiale per South Park dove davo delle nuove idee per creare nuovi possibili episodi e tra questi c'era qualcosa su Rockstar Games, ma non ricevetti nessuna risposta :stralol:

Sembro quasi io fino alla parte in cui va a NY

Non vivo una vita abbastanza felice,sia in famiglia sia a scuola e anche Socialmente,i videogiochi per me sono anche un appiglio per distrarmi ed entrare in un altro mondo e mai nessuno come R* è riuscita a darmi queste emozioni!

Fine della poesia :8D:

Mi dispiace, ovviamente la mia era tutta un'invenzione ironica e scritturata in maniera tale che fosse divertente, bizzarra e surreale allo stesso tempo.

Io mi chiamo Marco. :ghgh:

PS= Marco, ti giuro non l'ho fatto apposta :stralol:

Modificato da RockstarWorks

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o effettua il login per commentare

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Registrati

Registra un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Login

Hai già un account? Effettua il login qui.

Effettua il Login

  • Visitatori Recenti   0 utenti

    Nessun utente registrato sta visualizzando questa pagina

×