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Rob1

GTA San Fierro

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CAPITOLO X: SORELLA MORFINA

Dopo essersi dato fuoco al braccio destro, Damiano perde conoscenza e viene portato in infermeria per essere sottoposto alle cure mediche da parte del dottor Hackman, che viene chiamato d’urgenza. Damiano si risveglia dopo pochi minuti dall’intervento. Accanto al lettino dove si trova vede la McEwan con una infermiera molto giovane, e il dottor Hackman.

Dir. McEwan: Stia fermo li, signor Logan. Ha già combinato fin troppi danni.

Damiano: D-dove sono?

Dir. McEwan: Questa è l’infermeria. Il dottor Hackman qui si è preso cura di lei.

Dott. Hackman: Buonasera signor Logan.

Damiano: Sera.

Dott. Hackman: Data la tua indole autolesionista non potrebbe fregartene di meno su cosa ti sia successo al braccio, ma lo spiegherò lo stesso.

Damiano: Spari.

Dott. Hackman: La tua bravata ti ha procurato un’ustione di terzo grado su braccio e avambraccio, ma fortunatamente i muscoli non sono stati interessati, ed è un miracolo. Dato che sei appena arrivato, non mi è stato possibile portarti in ospedale, quindi ho dovuto curarti qui. Ho rimosso le necrosi utilizzando una profilassi diversa da quella che si dovrebbe attuare, ma andrà bene comunque. Ogni due giorni verrò qui a controllarti.

Damiano: Ustione di terzo grado in così poco tempo?

Dott. Hackman: E’ per via della benzina.

Dir. McEwan: E’ fortunato che così ridotto com’è, non possiamo farle indossare la camicia di forza.

Dott. Hackman: Per il momento resterà qui in infermeria. Tenetelo sotto controllo. Data l’entità dell’ustione il ragazzo può essere soggetto a infezioni gravi se non si presta attenzione, inoltre è leggermente disidratato.

Dir. McEwan: Certamente.

Damiano: signora McEwan, potrei rimanere da solo con il dottore?

Dir. McEwan: Va bene. Io devo sbrigare alcune faccende. Dottor Hackman, quando avrà finito qui desidero discutere con lei nel mio ufficio. Andiamo infermiera Lewis. Signorina Lewis! Ha sentito?

L’infermiera sta fissando una boccetta di morfina sull’armadio a vetro dei medicinali, ma viene distratta dalla voce della McEwan.

Inf. Lewis: Si? Cosa stava dicendo?

Dir. McEwan: So benissimo che stava guardando quella boccetta. Se la vedo un’altra volta fare uso di morfina come la settimana scorsa verrà licenziata immediatamente. Lei è un’infermiera, per dio. Non giochi con la sua vita visto che da lei dipendono anche le vite dei pazienti di questa struttura.

Inf. Lewis: La prego, non riferisca niente di tutto questo ai miei genitori.

Dir. McEwan: Lei si limiti a fare il suo lavoro. Stanotte resterà qui a tenere sotto controllo il signor Logan.

Inf. Lewis: La prego….

Dir. McEwan: Andiamo.

Dott. Hackman: A fra poco, allora.

La direttrice esce assieme all’infermiera dalla stanza, facendo rimanere da soli Damiano e il dottor Hackman. I due cominciano a discutere sottovoce.

Dott. Hackman: Era proprio necessario ridurti così solo per evitare la camicia?

Damiano: Sono un tipo istintivo. E poi non mi è stato detto nulla a riguardo della camicia quando ero in casa vostra.

Dott. Hackman: Adesso cosa hai intenzione di fare? Non puoi uscire in piena notte per cercare Petrosjan ridotto in questo stato. Sei imbottito di antibiotici, e per il momento con tutta la garza grassa e la fasciatura che indossi sei limitato nei movimenti al braccio. Non fare stupidaggini.

Damiano: Non farò stupidaggini, lo prometto. Devo solo sapere dove si trova la camera dell’avvocato.

Dott. Hackman: Potresti aspettare qualche giorno, il tempo di farti mandare nella tua camera. Ascolta, adesso devo andare. Ci vediamo fra due giorni, domani mattina potrai uscire un po’ per conoscere gli internati e cominciare a pianificare la fuga.

Damiano: Un ultima cosa prima di andartene. Ti danno delle chiavi quando arrivi in manicomio? Intendo dire, sei libero di muoverti all’interno della struttura senza essere seguito dalle guardie?

Dott. Hackman: Si. Ho una copia delle chiavi per le stanze di questo blocco. Perché ti interessa saperlo?

Damiano: Quando uscirai da qui cerca di fare un duplicato delle chiavi per me. Penserò io a nasconderle alle guardie.

Dott. Hackman: Va bene, mi sembra giusto. Stai solo attento a non farti scoprire con le chiavi. Adesso prova a riposare un po’. Ci vediamo fra due giorni.

Uscito dalla stanza, il dottor Hackman richiama l’infermiera Lewis, che entra poco dopo, mentre Damiano si distende sul letto per dormire. Alle 3 di notte si risveglia, trovando l’infermiera seduta sul tavolo che si è appena sfilata il laccio emostatico dopo essersi fatta una dose di morfina.

Inf. Lewis: Ben svegliato. Ci vuole del fegato per darsi fuoco. Sei qui da poche ore e già tutti qui parlano di te.

Damiano: E’ un complimento o cosa?

Inf. Lewis: Prendilo come ti pare. Resti sempre un pazzo.

Damiano: Da quando un’infermiera giudica un malato?

Inf. Lewis: E’ solo che non mi piacciono quelli come te. Tu sei morto dentro. Solo provando dolore fisico ti rendi conto di essere vivo, ma sei già morto. Patetico.

Damiano: A me stanno sul c***o i drogati. Talmente fo***ti di cervello da pensare solo a tirare di coca, farsi una dose e str***ate varie. Vivi solo per quello. Non mi sembri tanto differente da un autolesionista come me.

Inf. Lewis: La morfina mi serve per sentirmi meglio. E comunque posso controllare benissimo la mia dipendenza.

In quel momento entrano nella stanza tre guardie fra cui anche Danny.

Danny: Jennifer, piccola mia. Vedo che stai facendo conoscenza con il mio amico Micheal. Non è simpatico?

Inf. Lewis: Simpatico? Non esattamente. Però deve essere divertente vederlo soffrire. Sarebbe un peccato se morisse mentre uno se la spassa a guardarlo sanguinare.

Danny: C***o Jenny, ho una voglia matta di scoparti.

Damiano: Ehi Danny. Questa tossica è la tua porca? Complimenti….

Inf. Lewis: Vaff****lo idiota.

Danny: Ehi rott****lo, non parlare così della mia ragazza. Non è una tossica. Sa controllarsi.

Damiano: Certo, come no.

Danny: Ti credi tanto furbo da darti fuoco solo per evitare di farti mettere la camicia di forza? Usciamo un attimo fuori. C’è qualcuno che vuole vederti.

Damiano: Perché non lo fai venire qui? Non c’è motivo per non entrare qui dentro.

Inf. Lewis: Danny, quella str***a della McEwan mi ha chiesto espressamente di tenere sotto controllo Logan. Non mettermi nei guai.

Danny: Eddai tesoro. Solo un’attimo…. Ti prego. E poi guarda cosa ti ho portato.

Danny tira fuori dal taschino della giacca due fiale contenenti morfina.

Inf. Lewis: Va bene. Ma non esagerate. Grazie Dan. Tu sai come farmi felice. Ti meriti un bel premio sai?

Danny: Ci metterò veramente poco.

Inf. Lewis: (rivolta a Damiano) Beh? Hai sentito cosa ha detto Danny, no? Seguilo senza fare storie.

Damiano: E seguiamolo… Tu cerca di non bucarti di nuovo.

Le guardie e Damiano escono dall’infermeria.

Damiano: Dove sono le altre guardie di questo piano?

Danny: Siamo solo noi tre a controllare il secondo piano.

Chiusa la porta, Danny e le guardie si incamminano verso l’esterno del blocco centrale, per fermarsi nel viale alberato davanti all’ingresso, vicino a un muretto.

Damiano: Allora? Dov’è il tizio che vuole parlare con me?

Danny: Sono io che voglio scambiare quattro chiacchiere con te. Visto che per il momento non puoi indossare la camicia di forza, ho trovato un modo per farti rigare dritto in questi giorni di convalescenza.

Una delle guardie che accompagnano Danny, quello più robusto, trattiene i polsi di Damiano portandoglieli dietro la schiena, mentre l’altra guardia gli stringe entrambe le mani sul collo. Danny si mette davanti a Damiano. Danny comincia a sferrargli una serie di pugni sullo stomaco e due al volto, colpendolo sullo zigomo dolorante.

Danny: Questi sono per lo scherzetto che hai fatto nel sotterraneo.

Damiano: Tutto qui quello che sai fare? Eppure sembri forte.

Danny continua sferrandogli due calci sui testicoli e cinque pugni sullo stomaco.

Danny: Fa male li in mezzo alle palle, eh? Questo è per aver dato della porca a Jennifer. Ma non ho ancora finito.

Damiano: (con voce dolorante) S-sei troppo vicino.

Danny: Vicino a cosa idiota? Siamo all’aperto. Non c’è niente e nessuno qui intorno. Sam, ora tocca a te divertirti.

Sam: Con molto piacere.

Damiano: Qui il pazzo sei tu, non io.

Quando Sam, la guardia che gli stringe il collo, allenta la presa, Damiano sfrutta il corpo della guardia dietro di lui come appoggio, e con entrambe le gambe colpisce allo stomaco Danny, che cade rovinosamente. Grazie al colpo inferto a Danny, la guardia che tiene le braccia di Damiano viene spinta all’indietro fino a toccare il muretto, permettendo così a Damiano di dargli una testata all’indietro e poi un’altra ancora, fratturando il setto nasale della guardia, e facendolo svenire. A quel punto Sam cerca di sferrare un pugno diretto al volto di Damiano, ma Damiano schiva facilmente il pugno afferrando contemporaneamente il braccio teso di Sam con la mano destra, e con la sinistra gli afferra la testa facendogliela sbattere sullo spigolo superiore del muretto, col risultato di fargli rompere i denti. Danny, che nel frattempo si è già rialzato, corre incontro a Damiano pronto a colpirlo, ma inaspettatamente viene colpito dai dardi del Taser di Ralph, che si trovava nei paraggi del viale. Damiano finisce Danny con un calcio diretto sulla testa, che lo uccide rompendogli l’osso del collo.

Ralph: Non è presto per cominciare a fare fuori i miei colleghi?

Damiamo rompe l’osso del collo anche a Sam e all’altra guardia.

Damiano: Sono stati loro a cominciare.

Ralph: Suppongo di si, conoscendo bene Danny e i suoi due amici. Non l’ha presa bene la tua idea dell’ustione.

Damiano: Già.

Ralph: Meno male che questa parte viale è poco illuminata. Ora dobbiamo nascondere i corpi.

Damiano: Ascolta, io devo evitare di muovere il braccio ustionato anche se non mi fa male, quindi posso solo darti una mano che sia solo una.

Ralph: Come fa a non farti male scusa?

Damiano: Oltre alla pelle si sono fo***te le terminazioni nervose, quindi non sento dolore.

Ralph: Capisco. Ehi, il braccio sembra quello di una mummia fasciata da poco. Meno male che non ho assistito al tuo giochetto. Portiamo i corpi sul furgone che abbiamo usato per venire qui. Domani mattina dovrò uscire con quello e mi sbarazzerò dei cadaveri.

Dopo avere nascosto i corpi delle guardie, Ralph riaccompagna Damiano in infermeria, per non destare sospetti. Arrivati davanti alla porta dell’infermeria si salutano. Aprendo la porta, Damiano vede l’infermiera Lewis buttata a terra, in overdose di morfina, vicino alla sedia e con il laccio emostatico ancora sul braccio, mentre la siringa è sul tavolo, ormai svuotata.

Damiano: Mi sembrava di averti detto che non dovevi bucarti di nuovo, stupida. Io ritorno a dormire sul lettino. Un felice ed eterno riposo.

Edited by Rob1

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Lavori in corso...fra microcorrezioni dei capitoli precedenti e revisione degli altri 60 capitoli.

Ho sostituito il nome della fanfiction da GTA: San Fierro in GTA: Blood Blackmail.

Edited by Rob1

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CAPITOLO XI: FALO’ DI MEZZANOTTE

Damiano si sveglia la mattina seguente e nota che due guardie stanno chiudendo in un sacco per cadaveri il corpo dell’infermiera Lewis, morta per overdose. Oltre alle guardie c’è la direttrice McEwan, due infermiere e uno degli internati.

McEwan: Dove c’è lei signor Logan, succede sempre qualcosa di spiacevole.

Damiano: Questo posto è spiacevole, non io.

McEwan: Si sbrighi. La stanno aspettando per l’elettroshock.

Damiano: Come scusi?

McEwan: Ha capito benissimo. Non c’è nulla di cui preoccuparsi, lo fanno tutti i pazienti.

Damiano viene accompagnato al blocco est, dove viene sottoposto all’elettroshock e successivamente viene trasferito trasferito nella zona dei malati, dove incontra Mike Toreno.

Toreno: Buongiorno Micheal, come va con il braccio?

Damiano: Non fa male, ma è ridotto male. Grazie per avermi spento giusto in tempo.

Toreno: La tua idea è stata geniale per evitare la camicia, ma per poco rischiava di fare saltare il tuo piano.

Damiano: Dov’è Petrosjian? Questo posto è una noia.

Toreno: E’ rinchiuso nella sua stanza, lo sorvegliano da fuori.

Damiano: Che ti sei fatto all’occhio?

Toreno: Niente di che…ho avuto una discussione con alcune guardie.

Damiano: Danno c***otti con la stessa facilità con cui una p*****a apre le gambe.

Toreno: Già. E gli internati qui si suicidano con la stessa facilità. E la McEwan non fa certo i salti di gioia. Meno pazienti, meno guadagno. In via ufficiale questo è un manicomio, ma ufficiosamente è un centro per esperimenti su cavie umane. I nuovi arrivati li trattano bene, ma con l’andare del tempo…

Damiano: Allora dobbiamo sbrigarci. Se tutto va per il verso giusto da stasera posso girare liberamente per tutto il complesso. Devi darmi qualcosa di utile sul da farsi, conosci il posto meglio di me.

Toreno: Tutti i pazienti qui prendono farmaci ogni giorno. Barbiturici e roba simile. Avrai certamente visto com’è fornita l’infermeria, no?

Damiano: Sicuramente c’è parecchia morfina da morirne di gioia. Comunque è molto ben fornita.

Toreno: Se malauguratamente sparissero dalla circolazione un buon quantitativo di farmaci, buona parte dei ricoverati comincerebbe a perdere il controllo più facilmente. Questo lavoro non puoi farlo da solo con quel braccio, e oggi Ralph ha il turno fino all’ora di cena per i prossimi due giorni. E’ una cosa che va fatta in piena notte.

Damiano: Allora mi aiuterai tu. Le chiavi per aprire la mia stanza dovrei averle per stasera assieme a quelle della zona dove c’è l’infermeria. Per quelle della tua stanza vedrò di recuperarle da una guardia senza farmi notare.

Toreno: Sembri sicuro di quello che dici. Non fare ca***te.

Una guardia si avvicinana per accompagnare Damiano nella sua stanza. Vicino a quest’ultima, vede una guardia che legge il giornale seduta di fronte alla porta della stanza a lato a quella di Damiano, dove si trova l’avvocato Petrosjan.

Guardia: Per oggi niente pranzo ne cena. Divertiti a non fare nulla.

Fatto entrare Damiano, chiudono la porta a chiave. La stanza è completamente vuota. Dopo due ore, la porta si riapre, ed entrano il Dottor Hackman con un’infermiera.

Dott. Hackman: Buongiorno signor Logan, sono venuto a dare una controllata al braccio. Non ci vorrà molto.

Finito il controllo, prima di andare il dottor Hackman fa uscire l’infermiera.

Dott. Hackman: Lydia, può andare se vuole, ho da fare un discorsetto con il signor Micheal.

Uscita l’infermiera, il dott. Hackman passa la copia delle chiavi a Damiano.

Dott. Hackman: Cerca di farne buon uso. Ed evita di muovere troppo il braccio.

Damiano: Seguirò il suo consiglio. Sa, ha un viso che mi ricorda lontanamente qualcuno.

Dott. Hackman: Qualcuno di piacevole o spiacevole.

Damiano: Spiacevole, ma fortunatamente è morto.

Dott. Hackman: Non sei il primo a dirmelo. Una ragazzina era convinta che fossi suo padre.

Damiano: E la ragazzina è morta?

Dott. Hackman: Fortunatamente no.

Damiano: E allora in cosa non sono il primo a dirglielo?

Dott. Hackman: Che somiglio a qualcuno…adesso devo proprio andare.

Damiano attende pazientemente fino a che arriva la notte. Ogni tanto guarda dalla fessura laterale per vedere cosa fa Petrosjan, e lo trova decisamente agitato. Con le chiavi sblocca la serratura dalla porta e dopo cerca di attirare l’attenzione delle guardia chiamandole a gran voce.

Guardia: Che c***o urli a quest’ora? Cosa c’è, vuoi che ti legga la favola della buonanotte?

Damiano: La prego, devo andare in bagno.

Guardia: Puoi pisciarti addosso, per quanto mi riguarda.

Guardia 2: Vincent, che c***o succede laggiù?

Guardia: Niente. Il nuovo arrivato qui deve fare la pipì.

Guardia: 2 Lascialo perdere.

Damiano: Lascio perdere un c***o, figli di p*****a.

Guardia: Cosa hai detto scusa? Ora ti mostro come trattiamo i co****ni come te.

Appena la guardia cerca di aprire la porta della stanza di Damiano, si accorge che la serratura è sbloccata. Damiano apre la porta con un calcio facendo cadere a terra la guardia, per poi prenderlo per la camicia e facendolo entrare con forza nella stanza, per spezzargli l’osso del collo.

Guardia 2: Ehi, che c***o…

La seconda guardia corre a dare aiuto al proprio collega, e appena entra nella stanza vede il corpo del collega a terra. Damiano, che nel frattempo si era nascosto a un lato della porta, prende alle spalle la guardia, sgozzandola con un bisturi che aveva rubato in infermeria nascondendolo in uno dei calzini. Dopo aver preso le chiavi all’uomo sgozzato, chiude la porta a chiave e va in direzione della stanza di Mike Toreno, senza farsi individuare.

Damiano: Andiamo a mettere sottosopra l’infermeria.

Toreno: Dobbiamo prima mettere fuori gioco le guardie li vicino senza farci scoprire. Conosco trenta modi diversi per uccidere qualcuno alle spalle.

Di nascosto, i due cercano di non farsi individuare mentre percorrono il tragitto per arrivare in infermeria, e passano dalla zona cucina.

Damiano: Aspetta un attimo….(prova ad aprire la porta della cucina) prendiamo una bombola di gas.

Toreno: Vuoi provocare un’esplosione? Può funzionare.

Entrati in cucina, trovano una bombola di gas inutilizzata. Mentre stanno per riaprire la porta socchiusa, sentono alcuni passi, e aspettano fino a che non si sentono più. Mentre Toreno tiene la bombola, Damiano apre la porta dell’infermeria senza fare rumore e non accendendo la luce della stanza. Quando Toreno posa la bombola a terra, i due aprono la valvola della bombola di gas e una di ossigeno. Uscendo dalla stanza chiudono la porta, e aspettano una decina di minuti restando nascosti dalle guardie. Quando l’infermeria è satura di gas, aprono e richiudono la porta in modo da farsi sentire, facendo allarmare alcune guardie li vicino e un’infermiera.

Infermiera: Qualcuno è entrato in infermeria

Guardia: (gridando in direzione della porta) Chi va la?

Quando una delle guardie, seguita da un’altra, apre completamente la porta ed accende la luce, una forte esplosione fa saltare in aria l’infermeria, uccidendo all’istante i due entrati, mentre la guardie e l’infermiera che aspettavano fuori dalla stanza vengono colpiti sia dalla fiammata che dai pezzi di porta volanti.

Toreno: Meglio dei fuochi del 4 luglio. Ora abbiamo qualche mi*****ne in meno a darci problemi, e un motivo in più per giustificare la ribellione.

Damiano: Se vuoi goderti lo spettacolo fa pure, io vado a dormire. Prima però cerco di scambiare due chiacchiere con Petrosjan. E cercare di far sparire i due cadaveri dalla mia stanza.

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CAPITOLO XII: QUARANTA PAZZI IN LIBERTA’

Damiano si incammina di nascosto verso la stanza di Petrosjan, mentre l’esplosione ha allarmato l’intera struttura. Arrivato al blocco ovest, nota un gruppo di infermieri che portano i cadaveri di alcuni pazienti in un sotterraneo, dalla quale provengono delle urla.

Infermiere 1: Che c***o è stato quel botto?

Infermiere 2: Non ne ho idea. Continuiamo a fare il nostro lavoro, dell’esplosione se ne occuperanno gli altri. Non vorrai mica fare incazzare la McEwan ?

Uno dei cadaveri gli ricorda una persona molto familiare.

Damiano: Mamma? Che c***o….ancora queste allucinazioni.

Subito dopo qualcuno colpisce alla testa Damiano, che cade a terra. Il colpo non lo ha tramortito del tutto, ma lascia credere che sia svenuto.

Voce 1: Portatelo giù assieme ai cadaveri. La McEwan vorrà scambiare quattro chiacchiere con lui più tardi.

Voce 2: Con immenso piacere. Andiamo Richard.

Con gli occhi socchiusi, Damiano nota che il sotterraneo ha delle camere di tortura, e sale operatorie perfettamente attrezzate. I due energumeni che lo portano entrano in una delle camere di tortura, dove La McEwan sta parlando con il dott. Hackman, incatenato per i polsi senza che i piedi tocchino terra.

Infermiere: Direttrice, le abbiamo portato qui il nuovo arrivato. Il botto che abbiamo sentito proveniva dall’infermeria. Il signor Logan l’ha fatta saltare in aria.

McEwan: Molto bene. Adesso abbiamo entrambi i rivoltosi pronti per essere sottoposti ai nostri trattamenti di cura.

Dott. Hackman: Lei non sa cosa sta dicendo. Mi conosce bene, ho a cuore la salute dei pazienti, non permetterei mai di mandare a monte il suo lavoro, ne tanto meno il mio.

McEwan: Lei crede quindi che io stia mentendo? Guardi lei stesso.

La McEwan avvia la videocassetta con la registrazione del giorno prima. Il video mostra Hackman e Damiano in infermeria mentre discutono dei piani di ribellione e fuga.

McEwan: Non voglio che mi si nasconda nulla. Ho avviato la registrazione prima di uscire dall’infermeria. Infermeria che il signor Logan ha fatto saltare in aria. Portate Logan nella stanza delle torure qui di fronte. Arriverò fra qualche minuto.

Portato Damiano nella stanza adiacente, i due infermieri chiudono la porta. All’interno di questa stanza ci sono due infermiere, pronte a sedare Damiano.

Infermiera: Portatelo qui e facciamo alla svelta. Susan, sedalo, io finisco qui con gli strumenti e cominciamo.

Quando gli infermieri mettono per disteso sul tavolo operatorio Damiano, cercano di legarlo, ma a quel punto Damiano smette di fingere lo svenimento e con uno scatto si dirige verso l’infermiera che sta preparando gli strumenti di tortura. Con una velocità fulminea riesce a prendere uno dei bisturi dal tavolino conficcandolo nel collo della donna, per estrarlo immediatamente. Uno degli energumeni sferra un pugno verso Damiano, mentre l’altro ha già estratto il Taser pronto a colpire il nostro protagonista, sbagliando di pochi centimetri il bersaglio. Fortunatamente Damiano riesce a schivare il pugno aiutandosi col braccio fasciato e con il bisturi dà un taglio netto all’altezza di un fianco e un altro taglio che recide la nuca dell’infermiere. Il paramedico con il taser stavolta cerca di affrontare Damiano in corpo a corpo, ma Damiano lancia il bisturi colpendo al cuore il paramedico. Susan, l’unica rimasta in vita in quella stanza oltre a Damiano, assiste alla scena completamente terrorizzata.

Damiano: (verso la ragazza) Fortuna che al circo mi facevano allenare anche al lancio dei coltelli.

Il sedativo contenuto nella siringa che tiene in mano l’infermiera schizza fuori per la pressione esercitata dalla mano.

Inf. Susan: Ti prego, non uccidermi. La McEwan ci costringe a fare queste cose.

Damiano: Ma certo…

Inf. Susan: Io…dirò a tutti che non ho visto niente. Lo giuro.

Damiano si avvicina all’infermiera bloccandole la mano che tiene la siringa e facendola cadere a terra con un calcio sui piedi, per poi mettersi sopra di lei.

Damiano: Allora bisogna accertarsi che i tuoi occhi non vedano più niente, non trovi?

Con forza, Damiano prende la mano della ragazza e conficca l’ago della siringa su un occhio di lei,e lo agita mentre risucchia il sangue. Lo stesso procedimento lo fa con l’altro occhio, poi quando vede che anche l’ultima infermiera è morta, aspetta l’arrivo della direttrice McEwan.

Dopo qualche minuto la McEwan apre la porta della stanza, e non nota i cadaveri a terra perché stà leggendo una cartella clinica.

McEwan: Allora, il nuovo paziente è pronto per il nostro trattamento speciale?

Damiano: Certamente. Avrei bisogno di un bel taglio di barba, manicure e pedicure. Sono un maniaco dell’igiene, ho qui una bella lametta nuova.

La McEwan si stupisce nel vedere i corpi dei paramedici morti e cerca di fuggire per evitare di essere uccisa allo stesso modo. Damiano lancia il bisturi preso il giorno prima dall’infermeria per colpire a una gamba la direttrice, che cade a terra.

Damiano: Dove c***o vai? p*****a.

McEwan: Sei pazzo. QUALCUNO MI AIUTI.

Damiano: E il trattamento speciale non si fa più?

Damiano sferra un calcio in pieno viso alla direttrice, che perde i sensi, dopodiché la prende di peso e la mette sul tavolo operatorio.

Damiano: Sono un’artista in questo genere di lavori.

Dopo qualche minuto, Damiano esce dalla stanza delle tortura completamente sporco di sangue, e si dirige verso la stanza dove è incatenato il dottor Hackman.

Damiano: Dottor Hack…..man.

In quella stanza ci sono i cadaveri di tre infermiere, ma non c’è traccia del dottor Hackman. Richiusa la porta, Damiano cerca allora di liberare gli altri pazienti presenti in quei sotterranei, per poi risalire su. Dopo aver liberato i pazienti ancora vivi, nota che ci sono altre guardie e paramedici morti per terra. Usciti dal sotterraneo, Damiano va a cercare Toreno assieme a uno degli internati nella sua stanza di isolamento, per aiutarlo a liberare i malati rimanenti e per fuggire.

Damiano: Mike, sei qui?

Malato: La porta si chiama Mike?

Damiano: No, bestione. Quello che è dentro la stanza. Mike, ci sei?

Toreno: Si, c’è il casino più totale qui in giro. Meglio se ti chiudi in isolamento anche tu. Fra pochi giorni credo che possiamo avere ottime possibilità per evadere.

Damiano: Ho ucciso la McEwan, mi sa che se non fuggiamo adesso arriveranno i pezzi grossi da fuori.

Leonard: Ciao Mike, sono Leonard. Io vedo i fantasmi.

Toreno: Hai fatto cosa? Apri la porta immediatamente. Non c’è tempo da perdere. Bisogna chiamare Ralph, speriamo solo che le guardie esterne non intervengano presto. So come aprire i cancelli della cinta muraria.

Damiano: (aprendo la porta) Davvero?

Toreno: Certo. Non dimenticare che mi sono fatto amico di parecchie guardie. E poi gli internati vengono anche messi a coltivare la terra fuori dalla cinta sotto stretta sorveglianza. (uscendo dalla stanza) Che c***o hai fatto laggiù? Sei pieno di sangue.

Damiano: Ho fatto a pezzi la direttrice, te l’ho detto.

Leonard: Io vedo i fantasmi. Sono creature demoniache.

Toreno: Leo, sai una cosa? Ci sono certi esseri viventi che fanno più paura dei morti, credimi.

D’accordo, aiutami a eliminare gli uomini della sicurezza qui vicino così prendo le chiavi dalla postazione di guardia e cominciamo a liberare i malati.

Arrivati alla postazione di guardia, notano i cadaveri di alcune guardie.

Toreno: Sei stato tu Micheal?

Damiano: No. Qualcuno ci sta aiutando. E’ successa la stessa cosa mentre uscivo dai sotterranei. Credo che abbia liberato pure il dottor Hackman. Non credo sia stato lui a fare questo, è opera di qualcuno esperto in escapologia e combattimento a mani nude.

Toreno: Uno come te. Ok, ho le chiavi. Dividiamoci. Rendez-vous al cortile centrale, quello dove c’è il parcheggio dove si è fermato Ralph quando sei arrivato.

Mentre Mike Toreno va a liberare una parte degli internati per poi dirigersi verso la zona esterna, Damiano e Leonard si dirigono verso la stanza di Petrosjan, uccidendo alcune guardie che incontrano nel loro cammino. Arrivati li, aprono la porta della stanza dell’avvocato russo.

Damiano: Leonard, prendi queste chiavi e libera gli altri nostri compagni dalle loro camere. Io devo fare una piccola chiacchierata con questo qui.

Petrosjan è rannicchiato su un angolo, e quando vede Damiano pieno di sangue comincia a urlare in russo.

Petrosjan: (in russo) ANDATEVENE VIA. BASTA TORTURE. BASTA.

Damiano: (in russo) Come presentazione non è male. Preferivo un salve ma temo che dovrò accontentarmi così.

Petrosjan: Tu parli in russo? Chi sei?

Damiano: Abbiamo degli amici in comune. Sono venuto a tirarti fuori da qui.

Petrosjan: Non ti credo. Qui si esce solo dentro a una bara. Quelli che lavorano qui sono pazzi. La McEwan è pazza. Io non c’entro nulla. L’interpol mi ha…

Damiano: Trovato, lo so. Se non parli, ti lasciano qui a morire e se parli, Voroncov o Leone ti fanno fuori.

Petrosjan: Chi di loro due ti ha mandato?

Damiano: Entrambi sono interessati a farti uscire vivo da qui. Quindi meglio se ti alzi e muovi il culo. Fra poco questo posto diventerà un fossa comune. Andiamo.

Petrosjan: D’accordo.

Usciti dalla stanza, i due vanno verso l’uscita, assieme ai pazienti liberati da Leonard.

Damiano: PRENDETE I TASER DAI CORPI DELLE GUARDIE E USATELI CONTRO QUELLI CHE SONO ANCORA VIVI.

I malati obbediscono e prendono un taser ciascuno. Durante il tragitto verso l’uscita sparano i dardi contro le guardie, mentre Damiano li finisce a colpi di bisturi. Arrivati al cortile centrale, aspettano Toreno e gli altri pazienti.

Toreno: Ehi Logan, guarda un po’ qui.

Toreno porta con se due fucili, uno per se e uno per Damiano.

Damiano: Dove diavolo li hai trovati.

Toreno: Nella sala di controllo all’ingresso. Questa si che è fortuna. Ho chiamato Ralph da quella stanza. Sarà qui fra poco, passerà prima a prendere l’artiglieria.

Dopo circa una decina di minuti, si sentono alcuni spari provenienti oltre la cinta muraria. Toreno va in direzione della sala di controllo per aprire i cancelli. Damiano invece si apposta a lato del cancello. Quando il cancello è completamente aperto, Damiano spara su tre guardie che stavano tentando di entrare nella struttura. Una Blista Compact attraversa la cinta muraria.

Ralph: Eeehi, è arrivata la cavalleria con il mirtagliatore.

Toreno: Ralph, vai a prendere le chiavi dell’autobus. Stanotte dobbiamo partire per una gita molto lunga.

Ralph: Ok. Damiano, prendi l’SMG e fai fuori le guardie armate.

Presa l’SMG, Damiano fa fuori tre guardie armate nascondendosi dietro la Blista. Prima di essere eliminati, gli uomini della sicurezza colpiscono a morte cinque dei malati che erano nel cortile.

Damiano: Mike, quanto c***o sono i tizi armati la fuori?

Toreno: Una dozzina circa. Meglio se aspettiamo che entrino loro qui, non è il caso di farci ammazzare facendo da bersaglio unico.

Damiano: Ma dai?

Altri due uomini armati entrano dalla cinta. Prima di sparare, Damiano attende che le guardie sparino a qualche internato che tenta di scappare verso l’uscita. Una delle guardie viene uccisa da Toreno, mentre l’altra da Damiano. Ralph nel frattempo, è già ritornato nel parcheggio con le chiavi dell’autobus in mano. Dopo aver fatto salire i pazienti ancora vivi, mette in moto il veicolo e si dirige verso l’uscita. Leonard invece si avvicina verso Toreno e Damiano.

Ralph: Prendete la Blista e seguitemi. Andiamo a restituite i nostri amici alla società e poi andiamo a festeggiare a casa mia.

Toreno: Bene. Logan, guida tu. Io e il tuo nuovo amico Leonard spareremo agli ultimi guardiani rimasti in piedi.

Saliti in macchina, i tre seguono l’autobus guidato da Ralph. Damiano trova una pistola sui sedili di dietro, e la usa per sparare assieme a Toreno e Leonard in modo da facilitarsi l’uscita dalla struttura.

Toreno: Finalmente libero. E’ da due anni non vedo Las Venturas, siamo vicini, potemmo andare li a festeggiare. Che ne dici Leonard? Non sei contento?

Leonard: Voglio tornare con i miei amici al circo.

Damiano: Lavoravi al circo?

Leonard: Già. L’uomo più forte al mondo.

Damiano: Con l’ossessione dei fantasmi. Ci somigliamo.

Leonard: Per l’ossessione dei fantasmi?

Damiano: No, per l’attività circense. Da piccolo facevo l’acrobata.

Dopo aver rilasciato gli ex-internati del manicomio nella zona di Downtown di San Fierro, Ralph scende dall’autobus e va verso la Blista guidata da Damiano.

Ralph: (guardando gli ex-internati): Andate e diffondete il verbo. E soprattutto moltiplicatevi.

Toreno: E già che ci sei perché non gli dici di moltiplicare i pani e i pesci e di trasformare l’acqua in vino? Andiamo via da qui, ho intenzione di cominciare a mettermi a lavoro per rovinare gli st***zi dei miei colleghi che mi hanno fatto rinchiudere. Spero che il mio ranch a Tierra Robada non abbia ricevuto qualche visita indesiderata.

Ralph: Micheal, tu vieni a festeggiare a casa mia? Andiamo a prendere qualche p*****a qui in giro e ce la spassiamo.

Damiano: Mi piacerebbe, ma ho intenzione di tornarmene a casa adesso. Domani possiamo incontrarci nella villa di Don Leone.

Ralph: Vieni a trovarmi domattina presto a casa mia. Abito nella zona di Calton Heigths, vicino a Windy Street.

Damiano: Per me va bene. A domani allora.

Ralph: Ah, nel portabagagli ci sono I tuoi vestiti. Non è il caso che ti fai vedere in giro sporco di sangue.Per quanto riguarda Petrosjan lo porto io da Leone.

Damiano: Ok, grazie. Leonard, hai un posto dove andare?

Leonard: Scendo qui. Grazie di tutto.

Dopo essersi cambiato d’abito, Damiano fa ritorno verso casa con una Kuruma parcheggiata vicino al Cluckin Bell. Accende l’autoradio, sintonizzata su Radio X. La stazione sta trasmettendo la canzone Black Hole Sun, dei Soundgarden.

Edited by Rob1

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CAPITOLO XIII: UNO STRAPPO PER LA STRIP.

Dopo aver passato la notte seduto sul divano di casa sua, Damiano prende la 9MM, una granata e la mappa di San Andreas e scenda al piano di sotto per andare a trovare Fred, ma non apre nessuno. Uno dei vicini esce di casa per andare a lavoro.

Vicino: Se stai cercando Fred è andato via stamattina presto. Adesso lavora in polizia.

Damiano: Si, lo sapevo…grazie per l’informazione. Buona giornata.

Vicino: A lei.

Uscito fuori dall’appartamento, Damiano prende la Kuruma rubata e si dirige a casa di Ralph, alla Windy Windy Windy Street. Trovata la casa di Ralph, suona il citonofo.

Ralph: Chi è?

Damiano: Quella p*****a di tua sorella.

Ralph: Chi?

Damiano: Sono Dam…Micheal. Apri.

Ralph: Scendo io. Non muoverti.

Ralph scende giù nel marciapiede e si presenta in mutande.

Damiano: Stavi ancora dormendo?

Ralph: Già. Ho smesso di fo***re con una biondina niente male un ora fa, lei è ancora la sopra. Ieri ho dimenticato di ridarti questo. (gli passa il telefono cellulare)

Damiano: Buon per te. Che mi dici di Petrosjan? Lo hai già portato dal signor Leone?

Ralph: E’ tutto a posto. Più tardi verranno i suoi compagni sovietici a prenderselo. Don Leone non si aspettava che tutto si risolvesse così in fretta. E’ rimasto soddisfatto del tuo lavoro.

Damiano: Spero solo che paghi bene. Non sono in condizione di cercarmi un lavoro onesto per il momento. Dov’è la villa di Leone?

Ralph: Si trova a Red Country, vicino a Palomino Creek.

Damiano:Segnamelo sulla mappa, non conosco il posto.

Ralph: Sicuro.

Risalito sulla Kuruma, Damiano va in direzione della villa di Don Leone. Nel frattempo accende la radio e cambia stazione su Head Radio, dove viene trasmessa la canzone Sleeping Satellite di Tasmin Archer. Arrivato alla villa Leone, nota un’enorme Stretch rosa parcheggiata di fronte all’ingresso.

Brian: Ehi Damiano, che hai fatto al braccio? Un ricordo del manicomio?

Damiano: Già. Come sta Fred? Non ho avuto modo di parlargli stanotte.

Brian: Cerca di non farsi prendere dal panico adesso che lavora in mezzo ai piedi piatti. Don Leone sarà ansioso di parlarti. Andiamo, ti accompagno.

Entrati nella villa e saliti al piano superiore, Brian e Damiano entrano nello studio privato del signor Leone. Don Leone sta parlando con un uomo dal forte accento inglese. Quando intravede Damiano, Salvatore Leone interrompe la discussione con l’inglese.

S. Leone: (in italiano)Ciao Micheal, figghiu miu. Hai salvato la famiglia. (torna a parlare in inglese) Hai svolto il lavoro alla perfezione, meglio di quanto sperassi.

Damiano: (in italiano) Preferisco essere chiamato Damiano per il momento. Tanto per non dimenticare il mio vero nome.

S. Leone: (in italiano) Mi fa piacere sentire qualcuno in grado di parlare perfettamente in italiano.

Sembra che Ralph non esagerasse affatto riguardo al modo in cui hai evitato la camicia di forza. Ci vuole coraggio a darsi fuoco in questo modo.

Damiano: Non è facile. Sono qui per il pagamento, se non le dispiace. Ovviamente in contanti.

S. Leone: Certamente. 1.000 $ per aver eliminato Tanner, e 5.000 $ per avere recuperato l’avvocato. Anche Voroncov ti sarà riconoscente. Sarà qui fra poco, Petrosjan è al piano terra, sorvegliato dai miei uomini. Se ci capissi qualcosa di russo avrei scambiato quattro chiacchiere con lui, aspetterò Piotr Voroncov per farlo salire.

Damiano: Preferirei non essere presente durante l’incontro. Ho alcuni impegni che mi aspettano.

S. Leone: Aspetta un attimo, dato che stai andando via, puoi farmi un favore? (torna a parlare in inglese) Ti presento Richard Taylor Dick, è un ricco possidente inglese intenzionato a fare affari in campo edile a San Fierro e a Las Venturas. Ha bisogno di un piccolo favore.

Damiano: (in inglese) Salve. Che tipo di favore.

T.Dick: Buongiorno. Vede, gli affari che ho trattato in questi anni qui a San Andreas mi hanno dato una certa posizione di rilievo fra la gente che conta. E come può immaginare più una persona ha un livello economico sopra la media, più sono i nemici che si attira.

Damiano: Non vedo come potrei esserle utile, ad eccezione dei 6.000 $ che il signor Leone mi ha promesso, sono praticamente povero in canna. O quasi.

T.Dick: Non è quello che mi interessa. Ho bisogno che qualcuno mi riaccompagni al mio casinò di Las Venturas. Sono stato inseguito da due macchine mentre venivo qui con la mia Stretch, e hanno cominciato a spararmi addosso. Il mio autista è stato ferito ed è morto poco dopo essere arrivato all’ingresso di questa villa.

Damiano: Quindi devo semplicemente riaccompagnarla a Las Venturas? Verrò pagato da lei per questo, giusto?

T.Dick: Ovviamente.

Damiano: Sono a sua disposizione.

T.Dick: Molto bene. Don Leone, io dovrei proprio andare adesso. E’ sempre un piacere fare affari con lei.

S. Leone: Arrivederci.

Scesi giù in cortile, Taylor e Damiano si dirigono verso la Stretch. Saliti sulla limousine, imboccano l’autostrada in direzione Las Venturas.

Damiano: Così questa limousine è sua?

T.Dick: Si. E’ un modello speciale, fatto costruire apposta per me.

Damiano: Come mai è rosa?

T.Dick: Opera di mio figlio.

Damiano: Spero che quelli che mi conoscono non mi vedano mai portare una macchina simile. Non vorrei passare per un finocchio.

T.Dick: La Stretch non è una macchina da omosessuali. E’ roba da ricchi.

Damiano: Da ricchi a ricchioni il passo è breve.

T.Dick: Noto una certa invidia per chi ha una posizione più agiata.

Damiano: Non è lei che ha detto che più si è ricchi, più persone cercano di incularti? Non vedo perché dovrei provare indivia. Dove vuole che la accompagni di preciso?

Taylor: Las Venturas. Al casinò The Emerald Isles.

Dopo poco tempo, due Comet verdi inseguono la limousine guidata da Damiano, cominciando a sparargli contro.

T.Dick: Sono i tizi che mi hanno inseguito mentre andava verso villa Leone. Seminali. E’ un ordine.

Damiano: Intanto tenga la testa giù e stia zitto.

Damiano schiaccia sull’acceleratore e si immette nella corsia opposta appena gli è possibile, sperando che le Comet lo seguano e si scontrino contro qualche auto dal senso opposto.

T.Dick: Sei impazzito? Vuoi farci ammazzare?

Un proiettile sparato dagli inseguitori distrugge lo specchietto laterale del lato guida della Stretch e un altro proiettile colpisce la ruota posteriore sinistra. Damiano si vede costretto a cambiare corsia, sfiorando una Stallion appena dietro la limousine. Uno dei colpi diretti a Damiano e al signor Taylor colpisce il conducente della Stallion. Quando una delle due Comet verdi cerca di usare la manovra PIT sulla Stretch, Damiano sposta leggermente la limousine e frena, ritrovandosi la Comet davanti. A sua volta tenta la manovra PIT riuscendoci, e con la 9MM colpisce sia il guidatore che il tizio armato.

Dall’altra Comet alcuni colpi rompono il lunotto della Stretch.

Damiano: Dannazione signor Taylor, è schifosamente ricco da permettersi una limousine e non fa montare i vetri antiproiettile? Che c***o.

T.Dick: Se ne esco vivo da qui giuro che la prossima volta giro con un carro armato.

Damiano prende la granata che portava sulla tasca dei jeans e leva la sicura. Dopo pochi secondi lascia la bomba fuori dal finestrino, ed esplode proprio sotto la Comet rimasta.

Damiano: E’ tutto finito.

T.Dick: Grazie a dio, sono salvo.

Damiano: Non mi pare di aver fatto chissà quale miracolo.

T.Dick: Come posso ringraziarti oltre che con i semplici soldi?

Damiano: Con più soldi, per esempio.

T.Dick: Ho una figlia di venticinque anni. Fa la prostituta d’alto bordo.

Damiano: Per arrotondare i guadagni si fa arrotondare il buco del culo? La ringrazio per l’offerta, ma devo rifiutare.

T.Dick: Anche se non mi fa particolarmente piacere che lei faccia questo genere di cose, la pagano profumatamente.

Damiano: Lei è uno scassa c***i, ha un figlio gay e una figlia che è praticamente una t***a. Mi sembra normale che fate Dick di cognome.

T.Dick: E lei è la persona più rozza che abbia mai conosciuto. Almeno come guardia del corpo è accettabile. Si fermi qui, siamo arrivati.

Entrambi scendono dalla Stretch. Il parcheggiatore dell’ Emerald Isles si avvicina per prendere in consegna la limousine.

T. Dick: Allora (cercando nel portafogli) ecco a lei 50 $. Buona giornata e grazie del passaggio.

Damiano sfila dalle mani il portafogli del signor Raymond.

Damiano: Gran bel portafoglio. Davvero.

Gli ripassa il portafoglio e prende i 50 $.

Damiano: Arrivederci.

Damiano si incammina lungo la The Strip, intascando i 50$, più altri 500$ presi di nascosto dal portafoglio del signor Taylor-Dick. Una Bullet li vicino ha la radio a tutto volume su KDS-T, che sta mandando in onda la canzone In A Gadda Da Vida, degli Iron Butterfly.

Edited by Rob1

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Veramente perfetta. Però che pagamenti di m***a. Su GTA IV per lavori più idioti ti pagano il triplo.

Edited by wlance96

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Veramente perfetta. Però che pagamenti di m***a. Su GTA IV per lavori più idioti ti pagano il triplo.

Ehilà wlance, quanto tempo (colpa mia e dell'incidente alle mani che fortunatamente ho superato alla grande). Per il pagamento, non mi andava di rendere i pagamenti troppi alti . Considerando che nel 1997 un dollaro valeva circa 1.500 lire e che attualmente Damiano possiede 6.000 $ più i soldi da dividere con Fred per il colpo all' Ex-night club di Jizzy B, l'unica cosa che potrebbe permettersi è una casetta modestissima. Momentaneamente Damiano si sta preoccupando di racimolare soldi per permettere le cure di sua sorella Elisa quando arriverà a San Fierro, non sta cercando la ricchezza.

Pensandoci bene in GTA IV si diventa ricchi in brevissimo tempo.

CAPITOLO XIV: PRIMO SOCCORSO

Dopo aver rubato una moto Avenger per ritornare a San Fierro, Damiano prova a chiamare Fred col telefono cellulare.

Fred: Pronto?

Damiano: Ehi Fred, sono Damiano. Come va col lavoro? Disturbo?

Fred: (a bassa voce)Dannazione Dam, no, non disturbi affatto. Hai sentito in TV o in radio?

Damiano: L’unico posto dove ho visto la TV in tutta la mia vita è stato quando eravamo al fresco. Che è successo? Perché parli piano?

Fred: Sono al distretto di polizia adesso. Non si parla altro della novità arrivata da un’ora riguardo al lavoretto che hai fatto in manicomio.

Damiano: E’ stata presa come una rivolta presumo.

Fred: Ovviamente. Ascolta, devo chiudere. Vediamoci stasera al Garden Groove, è un pub a Juniper Hill.

Damiano: D’accordo. A stasera allora. Ehi, ma è normale che anche nelle moto ci sia la radio?

Fred: E’ dall’ 84 che ci sono. A più tardi. (chiude)

Damiano: (posando il telefono su jeans) Dall’84? Sarà, ma sembra assurdo.

Terminata la telefonata, Damiano si gode il viaggio in moto fino all’ arrivo a San Fierro, facendo un giro molto lungo. Durante il tragitto ascolta dalla stazione Wave 97 il pezzo di Robert Miles, Children. Cambiando stazione si imbatte su V-Rock, che trasmette il brano Spreading The Disease, dei Queensryche. Entrato in città, si dirige verso il San Fierro Medical Center a Santa Flora, sperando di trovare il dottor Hackman.

Voce dall’altoparlante: “Dr. Davis, è desiderato al telefono Dr. Davis, è desiderato al telefono. Dr. Blair, Dr. Blair, Dr. J. Hamilton, Dr. J. Hamilton”

Damiano si dirige alla reception.

Damiano: Buongiorno, vorrei sapere se il dottor Hackman è qui in ospedale.

Ragazza della reception: Certamente. E’ proprio dietro di lei.

Dott. Hackman: Micheal, che piacere vederti. In cosa posso esserti utile.

Damiano: Buongiorno…..Sono venuto per il controllo al braccio.

Dott. Hackman: Ma certo, quasi me ne dimenticavo che oggi dovevi venire per il controllo. Andiamo, non ci vorrà molto.

I due si dirigono verso l’ascensore per andare nell’ufficio del dottor Hackman. Nell’ascensore sono presenti anche altre persone, quindi non si scambiano alcuna parola fino a quando non entrano in ufficio.

Dott. Hackman: Finalmente soli. E’ stata una nottata terribile quella di ieri sera.

Damiano: Come ha fatto a liberarsi ?

Dott. Hackman: Non ho fatto nulla. A quanto sembra anche quella famiglia russa di cui parlava Don Leone ha mandato uno dei loro uomini più fidati. Un uomo sui trenta, dal forte accento russo. A differenza tua però era vestito da infermiere. Ha eliminato i miei torturatori con una ferocia inaudita e poi mi ha liberato.

Damiano: Ma l’avvocato l’ho portato via io. Non è entrato nessun’altro dopo di me. Doveva essere li dentro da più giorni di me, doveva pur sapere dove veniva tenuto Petrosjan. Qualcosa non quadra.

Dott. Hackman: Non ne ho davvero idea. So solo che devo ringraziarlo per avermi liberato. E se non ci fosse stato lui, lo avresti fatto tu. Allora, per quanto riguarda il lavoro, puoi cominciare già da oggi se vuoi come guidatore di ambulanza. Troverai già un’autoambulanza a tua disposizione. La paga è di 200 $ a settimana più 20 $ per ogni soccorso successivo ai primi dieci.

Damiano: Beh, mi sarà utile per conoscere meglio le strade di San Fierro. Riguardo al braccio invece? Per quanto ancora dovrò tenere la fasciatura?

Dott. Hackman: Altri due mesi.

Damiano: Capisco. E’ meglio se vado. La lascio ritornare a operare. Gran bella vista da quassù. Mi piace questa vetrata che da verso il giardino.

Damiano esce dall’ufficio di Hackman, prende l’ascensore per arrivare a piano terra, per poi incamminarsi al parcheggio ambulanze. Uscito per strada, si dirige verso il quartiere di Downtown e aspetta qualche chiamata. Dopo cinque chiamate di soccorso andate a buon fine, decide di fare una piccola pausa per mangiare un panino al Burger Shot, ma una chiamata fa slittare la pausa.

Damiano: 5 in ascolto.

Centrale: 5 bisogna recarsi alla svelta a Doherty, alla Solarin Industries. C’è stata una sparatoria, cinque feriti.

Damiano: Sono li fra poco.

Giunto a destinazione, Damiano nota cinque uomini feriti, e scende per dare soccorso. Nota che i feriti fanno parte dei San Fierro Rifas.

Damiano: Ehi ragazzi, giocare a fare i ganster messicani fa male, sapete?

Rifa: Varrios del c***o…le armi…..Leone.

Damiano: Cosa hai detto?

Rifa 2: Le armi dei russi….

Alcuni colpi provenienti dal complesso industriale sfiorano una gamba di Damiano, che si getta a terra per evitare altre pallottole.

Damiano: Come primo giorno di lavoro non c’è male. Davvero niente male.

Preso possesso di due Micro-SMG, Damiano cerca copertura dietro alcuni sacchi di cemento. Sporgendo la testa da un lato, nota quattro membri dei Varrios Los Aztecas. Con tre colpi in pieno petto ne stende uno a terra, per poi ritornare al coperto, spostandosi dall’altro estremo della copertura. Uno dei Varrio cerca di aggirare Damiano, ma il secondo riesce a sentire i passi e a colpirlo alla cieca, mentre gli altri due continuano a sparare in direzione della vecchia posizione di Damiano. Non facendosi notare, Damiano cerca di raggiungere il corpo del Varrio che voleva aggirarlo, quando nota appena in tempo l’arrivo di altri due messicani da dietro un container. I due gli sparano contro, mancandolo di poco, e Damiano li fredda con le Micro-SMG per poi spostarsi verso un’altra copertura.

Quando uno dei messicani che aveva cominciato a sparargli addosso ricarica la sua arma, Damiano se ne accorge e sfrutta il momento per sparargli quattro colpi fra il petto e la testa, mentre l’ultimo Varrio rimasto in vita riesce a colpire di striscio alla spalla destra Damiano.

Nascondendosi, Damiano sposta il corpo del Varrio morto vicino a lui, gli leva la bandana e lo appoggia ai sacchi di cemento in modo da lasciargli la testa scoperta. Il Varrio ancora vivo spara cinque pallottole in testa all’esca messa in atto da Damiano.

Varrio: Si.

Damiano: (alzandosi dai sacchi di cemento) No.

Damiano colpisce il Varrio al cuore, che muore sul colpo. Entrato all’interno del complesso, nota alcune casse che contengono armi pesanti, tutte provenienti dalla Russia. Per non lasciare le armi a disposizione di chiunque, decide di portarle sul retro dell’ambulanza per consegnarle a Don Leone. Prima di andare via dal complesso industriale, chiama la centrale operativa dell’ospedale.

Damiano: Qui 5, bisogna contattare la polizia, ci sono soltanto corpi morti qui alla Solarin.

Centrale: D’accordo 5. Puoi rientrare.

Damiano prende il telefono per chiamare Brian.

Brian: Chi è?

Damiano: Sono Damiano. Ho trovato un gruppo di messicani alla Solarin che tentava di vendere al mercato nero delle casse di armi provenienti dalla Russia. Probabilmente sono delle partite rubate a Salvatore Leone e ai Voroncov.

Brian: Cristo santo, hai fatto bene a chiamare. Due partite non sono arrivate a destinazione e sicuramente una è quella che hai trovato.

Damiano: Le porto alla villa?

Brian: Non adesso, cerca un posto sicuro dove lasciarle.

Edited by Rob1

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CAPITOLO XV: INCONTRO INATTESO

Dopo aver nascosto le casse di armi in casa propria e staccato dal lavoro, Damiano ritorna a girare per tutta San Fierro con la Avenger fino a quando, a inizio serata, riceve una chiamata.

Damiano: Si?

Fred: Ehi D, sto staccando adesso dalla centrale, fra poco sono al Garden Groove.

Damiano: Ok, a fra poco allora.

Dirigendosi a Juniper Hill, Damiano ferma la moto vicino al pub Garden Groove. Entrato, vede Fred seduto un uno sgabello del bancone che sta bevendo della birra. Nel locale c’è molta gente, e come sottofondo musicale c’è la canzone Salvation dei The Cranberries.

Fred: Ehi campione, bentornato fra i sani di mente.

Damiano: Da quando sei diventato sano di mente?

Fred: Da quando lavoro per la giustizia. O almeno faccio finta.

La barista si avvicina a Damiano.

Barista: Prendi qualcosa?

Damiano: Uhm…un bicchiere di latte, per favore.

Barista: Serviamo solo alcolici.

Damiano: Non bevo alcolici. Vada per l’acqua allora.

Barista: L’acqua non è alcolica.

Fred: Che c***o D, tutti i russi si scolano gli alcolici già da neonati col biberon, tranne te. Va bene che sei più italiano che russo, però non puoi privarti di una bella birra ghiacciata.

Damiano: Una bottiglia di birra allo str***o qui al mio fianco, pago io. Magari da ubriaco non rompe i co****ni.

Fred: Ci vuole ben altro che una bottiglia di birra per ubriacarmi. Comunque grazie.

La barista prende la bottiglia di birra e la da a Fred, poi va da un altro cliente.

Fred: (avvicinandosi all’orecchio di Damiano e parlando a bassa voce) Sei davvero strano. Riesci ad ammazzare una ragazza per qualche dollaro, ma non bevi alcolici e sei ancora vergine.

Damiano: Almeno io non sono un poliziotto doppiogiochista. Come diavolo è riuscito Leone a farti entrare in polizia?

Fred: Andiamo a quel tavolo laggiù.

I due si spostano su un tavolo in fondo al locale.

Damiano:Allora? Dimmi tutto.

Fred: Ha chiamato il capo della polizia di Liberty City. Un paio di anni fa questo tizio ha chiesto alcuni favori al Don, e adesso sta restituendo in minima parte il favore. Secondo alcuni documenti non esattamente ufficiali sono un poliziotto trasferito da Liberty City a San Fierro. Non sono da solo comunque, c’è un altro infiltrato dei Leone nella SFPD.

Damiano: Non gliene bastava uno solo.

Fred: Ehi, tua sorella ha chiamato l’altro ieri a casa mia. Non ho capito moltissimo, si sforzava di parlare in inglese ma ogni tanto le scappava qualche parola in russo. Ho capito solo che stava chiamando da una nave diretta per San Fierro. Ha una voce molto dolce. Mi piacerebbe conoscerla.

Damiano: Ti ricordo che l’ultima ragazza che hai conosciuto è finita male.

Fred: Non sto dicendo in senso biblico, intendo dire vederla e scambiare quattro chiacchiere con lei, tutto qui.

Il cellulare di Fred squilla.

Fred: Pronto? Cosa? Sei già al porto? Ok, arrivo subito. (chiude la chiamata) Ascolta Dam, devo andare.

Damiano: Siamo appena arrivati e devi già andare? Chi era?

Fred: Uno dei miei colleghi. Fa senso chiamare collega un poliziotto. Ha intercettato una partita di armi giù al porto, ad Eastern Basin. Se abbiamo fortuna dovremmo incontrare quelli dell’Interpol.

Damiano: Ti serve una mano?

Fred: A pensarci bene potresti essere utile. Va bene, andiamo.

Usciti dal pub, Fred e Damiano si dirigono verso Easter Basin. Arrivati alla zona portuale, scendono dai propri mezzi e si incamminano verso uno dei magazzini.

Fred: L’incontro è dentro quel magazzino di stoccaggio merci vicino a quella nave laggiù, cerca di non farti vedere ed evita di sparare alla prima cosa che si muove.

Damiano: m***a, ho dimenticato le Micro-SMG a casa assieme alle casse.

Fred: Che c***o hai fatto? Quali casse?

Damiano: Oggi pomeriggio ho trovato delle casse piene di armi che Voroncov doveva portare qui a San Fierro. Se le contendevano dei messicani. Prenderò qualcosa dalle casse che sono in quel magazzino.

Fred: Sempre se ci arrivi senza che ti scoprano.

Fred entra dall’ingresso principale, dove viene controllato da due uomini di colore, mentre Damiano entra da una finestra laterale aperta, salendo su un camion parcheggiato li vicino e facendo un salto verso la finestra.

Guardia dell’ingresso: Se hai delle armi devi consegnarmele.

Fred: Che storia è questa? Sono un poliziotto, cristo santo. Hai mai visto un poliziotto senza pistola?

Guardia: Ho detto di consegnarmi le armi.

Un uomo sulla cinquantina che era dentro il magazzino va verso Fred e i due guardiani.

Sconosciuto: David, stai tranquillo. Sono dei tipi a posto.

Fred: Se lo dice lei, tenente Briant.

Ten. Briant: Dovrai abituarti a riporre le armi in molte occasioni.

Fred consegna la pistola a una delle guardie all’ ingresso, poi entra all’interno del magazzino col tenente Briant. Damiano intanto si nasconde in mezzo a degli scaffali con degli enormi scatoloni di legno, per non farsi notare da alcuni uomini armati che fanno la ronda. Ad attendere Fred e il tenente Briant ci sono una trentina di uomini fra poliziotti e altri sconosciuti.

Ten. Briant: Molto bene, adesso che siamo tutti presenti possiamo cominciare. Ispettore Girard, prego.

Isp. Girard: Possiamo fidarci del detective Torvald?

Ten. Briant: E’ arrivato da poco qui a San Fierro, e non può certo disobbedire agli ordini di un suo diretto superiore. Non è cosi, David?

Fred: Si, è proprio così.

Isp. Girard: Dunque, dato che non possiamo più giocarci la carta Petrosjan, visto quel che è successo nell’ospedale psichiatrico, ci vediamo costretti a collaborare con gente poco raccomandabile per potere arrestare Salvatore Leone e Piotr Voroncov. Sono qui con alcuni dei miei uomini per farvi un’offerta collaborativa, sia a voi Ballas che a voi dei Da Nang Boys. Il tenente Briant e il detective Torvald fanno parte dell’accordo. E’ grazie a loro che dobbiamo l’incontro di questa sera.

Gangster dei Ballas: Vai avanti, siamo curiosi di sentire il seguito.

Isp. Girard: La richiesta è semplice. Voi ci aiutate a rovinare gli affari delle famiglie Leone e Voroncov fra San Fierro e Las Venturas, e noi vi daremo libero accesso a metà delle partite di droga e armi che abbiamo ottenuto in questi ultimi mesi di setacciamenti fra Liberty City e Carcer City.

G. Ballas: Voroncov è un volto nuovo qui in America. E’ un pesce piccolo.

Isp. Girard: Fra non molto però comincerà a mettere a ferro e a fuoco San Andreas. Lo conosco molto bene, non avete idea di quello che ha combinato in Russia il vecchio Lev Voroncov, e suo figlio Piotr ha preso il comando da due anni ed ha già un curriculum criminale di tutto rispetto.

Membro dei Da Nang: E il nostro anticipo dov’è?

Isp. Girard: (verso i suoi inferiori) Portate qui le armi e la droga.

Uno degli uomini dell’Interpol su un Muletto va a prendere delle casse messe su due pedale per posizionarle al centro del magazzino. Damiano intanto sente dei passi provenienti da dietro alcuni scaffali coperti, e sfruttando la poca visibilità attende l’arrivo della ronda. Quando il tipo armato lo supera senza vederlo, Damiano gli rompe l’osso del collo e gli ruba l’M4 che aveva fra le mani.

Isp. Girard: Dunque, voi Ballas dovrete fare un colpo al casinò Caligula, domani ci reincontreremo qui alla stessa ora per stabilire il piano. Mentre voi Da Nang lo farete al casinò dei russi, il Red Vodka, circa una settimana dopo.

Uno dei Ballas rimasto all’ombra si dirige verso le casse di armi.

Ballas Sconosciuto: E chi vi dice che noi accetteremo la vostra proposta?

Isp. Girard: Diciamo che fuori da questo magazzino ci sono altri miei agenti. Non credo che una furbata del genere vi permetta di arrivare vivi a domani.

Ballad Sconosciuto: Davvero? (girandosi verso Fred) Che mi venga un colpo. Fred, non eri morto assieme al mio grande amico Damiano? Dico, sei per caso un fantasma o sei veramente tu? Ti ricordi di me, Christopher Terrence.

Fred: Io-io mi chiamo David. Non conosco nessuno che si chiami Fred.

Christopher: Ma si dai, eri con me fino a una settimana fa nel braccio della morte a Liberty City. Dov’è quel c******e di Damiano? Ho parecchi conti in sospeso con lui, e ora che ci penso anche con te. (punta la SMG verso Fred)

Ten. Briant: Che diavolo significa? (prende la 9MM in mano) fermi tutti e due.

Christopher sposta l’SMG verso il tenente Briant e spara, colpendolo a morte. Briant riesce comunque a sparare un colpo che ferisce il Ballas al braccio destro. Fred sferra un pugno diretto allo stomaco di Christopher, che risponde con un gancio in pieno volto a Fred, che cade a terra.

Christopher: Ammazzateli tutti e prendete le armi. Voi laggiù, copritemi.

Incomincia una violenta sparatoria fra Da Nang, Ballas e uomini dell’Interpol. Cristopher esce da una porta laterale, mentre Fred si rialza da terra, prende la 9MM di Briant e cerca una copertura. Damiano intanto esce allo scoperto e uccide due ronde occupate a sparare verso due membri delle gang, che muoiono falciati dalle raffiche di M4. Dall’ingresso del magazzino entrano otto uomini dell’ Interpol, tre vengono eliminati da alcuni uomini delle gang, mentre gli altri cinque eliminano sette criminali. Damiano elimina due Ballas mentre Fred uccide due Da Nang, ma viene colpito a una gamba da un colpo di 9MM di un agente dell’Interpol, che viene a sua volta ucciso da Damiano.

Fred: DAM, USCIAMO DI QUI E SEGUIAMO CHRISTOPHER.

Damiano: LA FAI SEMPLICE LA COSA.

Intanto i malavitosi rimasti contiano a sparare verso gli agenti, ed entrambi sfruttano le coperture che riescono a utilizzare. Damiano vede uno degli agenti entrati dall’ingresso puntare l’arma verso di lui, e aspetta che si copra per tentare di colpirlo non appena mette la testa fuori, cosa che gli riesce. Fred invece spara a un Da Nang e a un agente, ma quest’ultimo viene colpito da Damiano prima che Fred possa sparargli.

Fred: LASCIAMENE ELIMINARE QUALCUNO c***o, NON PUOI DIVERTIRTI SEMPRE TU.

Damiano: SE NON ERA PER TE TUTTO QUESTO POTEVA PURE NON SUCCEDERE.

Smanioso di uscire da quel posto, Damiano spara alcuni colpi verso le casse di armi. Alcuni colpi esplodono su delle granate, facendo saltare in aria le casse di armi e facendo prendere fuoco a delle casse di legno, e uccidendo all’istante alcuni fra agenti e gangster. Damiano e Fred sfruttano la situazione per uscire dalla porta laterale da dove è scappato Christopher Terrence. Fuori dal magazzino continua il conflitto a fuoco fra Ballas e Interpol, mentre Christopher prende una Tahoma per scappare da Easter Basin. Sfruttando alcune auto come copertura, Damiano e Fred riescono a eliminare i Ballas e gli agenti davanti a loro, per poi salire su una Majestic.

Fred: Corri a tavoletta, dobbiamo seguire Chris. Muoviti, c***o.

Damiano: Datti una c***o di calmata, ok? Come c***o è riuscito a evadere di prigione.

Fred: E' scoppiata una rivolta nei penitenziari di Liberty e di Carcer City quando è stata resa pubblica la notizia dell'incidente all elicottero. Ora basta parlare.

I due partono all’inseguimento della Tahoma di Christopher, che va in direzione di Los Santos. L’autoradio sintonizzata su Radio Los Santos ha in onda il pezzo di Tupac – California Love.

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CAPITOLO XVI: TRA I DUE FUOCHI

Il traffico stradale da San Fierro a Los Santos è molto intenso, e l’inseguimento di Christopher “D Ice” Terrence da parte di Damiano e Fred si rivela molto difficoltoso, fra sorpassi azzardati e invasioni del lato di guida opposto. Molte auto pur di evitare un possibile incidente vanno fuoristrada o si scontrano fra loro.

Fred: c***o, la gamba.

Damiano: Ritieniti fortunato, poteva andare peggio.

Fred: E come?

Damiano: Poteva capitare a me.

Fred: Non è divertente, idiota. Che fine ha fatto Girard? Non ho capito un c***o la dentro.

Damiano: E’morto credo. E se così non fosse…beh, sono c***i.

Fred: Tutto questo non sarebbe accaduto se non fosse arrivato quello str***o la davanti.

Giunti a Los Santos, nella zona di Glen Park, la Tahoma si ferma, e Christopher scende dall’auto. Nell’area attorno al parco alcuni gruppi di Ballas e i membri di Grove Street si sparano a vicenda. Poco dopo, Damiano e Fred si fermano proprio vicino all’auto di Christopher “D Ice” Terrence.

Gangster Ballas: (nascosto dietro un muretto) Ehi, D Ice, arrivi in tempo. Quei figli di cane di Grove Street vogliono riprendersi il nostro territorio. C’è anche Sweet con loro. Ehi, ma sei ferito.

Christopher (D Ice): Nulla di così preoccupante. Levami dai piedi quei due laggiù. Io mi occupo di quel c******e e delle sue p*****e.

Ballas: Ok D Ice. Ehi voi (a un gruppo di Ballas), venite qui.

Dall’altra parte del parco…

Fred: c***o, dovevamo venire a finire proprio in mezzo a una sparatoria fra Ballas e Grove Street?

Damiano: Chi c***o sono sti Grove Street?

Fred: Veri gangster, e p*****ate simili.

Damiano: Gentile da parte loro invitarci alla festa.

I Ballas mandati da D Ice cominciano a sparare contro loro Damiano e Fred, che trovano copertura dietro una macchina Oceanic. D Ice intanto ha già fatto fuori tre ragazzi della Grove Family. Da una Savanna dei Grove partono alcuni colpi verso un gruppo di Ballas che spara in direzione di un gruppo di Grove a piedi. Damiano e Fred nel mentre hanno già fatto fuori i ragazzi mandati da D Ice. Un altro gruppo di Ballas in auto viene fatto fuori da Damiano, che spara nel serbatoio della Tahoma.

Damiano: Fred, coprimi.

Mentre Fred elimina un gruppo di cinque Ballas rimanendo nascosto sotto la Oceanic, Damiano va verso il gruppo di D Ice, per sparargli alle spalle, ma viene interrotto da tre Ballas, ed è costretto a occuparsi prima di loro, colpendoli dritto in testa con un colpo ciascuno. La Greenwood dalla quale Sweet e alcuni dei suoi uomini sparano viene colpita da D Ice che uccide quelli seduti dietro con una raffica di AK47, mentre i Ballas vicino a D Ice fanno saltare in aria la Savanna dei Grove colpendola al serbatoio. Sweet viene colpito due volte a un braccio da uno dei Ballas, che viene a sua volta colpito da Fred. Damiano colpisce di striscio il fianco di D Ice, che per tutta risposta tenta di scaricargli addosso tutte le munizioni del suo AK, ma l’arma si inceppa. Gettata l’arma scappa in direzione dell’auto di Sweet, che non riuscendo più a tenere ben saldo il volante della Greenwood ,sbanda contro una staccionata. Sceso dalla macchina, spara e uccide due Ballas che cercavano di sparagli addosso. Fred insegue D Ice, mentre Damiano finisce i colpi a sua disposizione contro i tre Ballas rimasti, che sparano in direzione degli ultimi due membri di Grove Street. Quando si accorge che D Ice è a pochi passi da lui, Sweet cerca di sparargli con la sua 9MM ma l’arma non ha più munizioni. D Ice, che ha preso una 9MM da terra lasciata da un gangster di Grove Street, gli punta l’arma contro.

D Ice: Salutami Brian da lassù, Sweet.

Due proiettili della 9MM colpiscono Sweet all’altezza del rene sinistro e della gamba sinistra, ma Fred riesce a colpire con la sua 9MM l’arma tenuta in mano da D Ice, per poi finire i colpi.

Fred: m***a.

D Ice cerca di colpire Fred con un pugno allo stomaco, ma Fred lo schiva. Fred risponde con un altro pugno dritto in faccia a D Ice, che però para, e lo stende colpendolo su una guancia. D Ice si volta per uccidere definitivamente Sweet, ma si accorge in ritardo dell’arrivo di Damiano, e viene colpito in pieno stomaco, e poi al viso.

Damiano: Alzati str***o.

D Ice: Proprio come in carcere eh? I due migliori combattenti. Solo che stavolta siamo fuori e non c’è nessuno sbirro a fermarci.

Damiano sferra un altro pugno verso D Ice, ma il Ballas schiva e contrattacca con due colpi veloci al fianco sinistro. Successivamente D Ice fa partire un calcio dritto al braccio fasciato, ma Damiano blocca il colpo e risponde con un calcio all’altra gamba di D Ice, facendolo cadere per terra. In quel momento una volante della LSPD si ferma nelle vicinanze, e mentre uno dei due poliziotti al suo interno assiste alla scena, l’altro scende dall’auto.

Poliziotto: Fermi e mani in alto.

Damiano e D Ice non alzano le mani, ma restano immobili. Intanto Sweet tossisce e nel farlo sputa sangue dalla bocca.

Poliziotto 2: Lascia che si ammazzino da soli Fisher. Andiamo.

Fisher: Silenzio Sanchez, questo è il mio primo arresto.

Fred, che nel mentre si era rialzato, mostra il suo distintivo.

Fred: Calma amico. Siamo colleghi. Puoi prenderti il nero se vuoi. Io sono venuto qui per il tipo con la maglietta verde e il braccio fasciato.

Fisher: Che significa?

Fred: Lo sto inseguendo da San Fierro, ha tentato una rapina ad una gioielleria.

Fisher: Va bene. Sanchez, aiutami.

Sanchez: Ehi, sono io il capo pattuglia. Do io gli ordini.

Fred ammanetta Damiano, mentre i poliziotti fanno lo stesso con D Ice.

D Ice: Non finisce qui amico.

Fisher: Silenzio, e Sali in macchina.

D Ice si gira e da una testata all’ agente Fisher, col risultato di spaccargli il setto nasale. Sanchez punta la pistola in testa a D Ice.

Sanchez: Sali in quella c***o di macchina.

Quando i due agenti vanno via portandosi il Ballas alla centrale, Fred leva le manette a Damiano e va verso Sweet, che continua a tossire.

Fred: Ehi amico, come va?

Sweet: Che c***o di domanda è? Sto di m***a. Non sento più gli spari. Sono già morto?

Fred: No, sei ancora fra i vivi, ma i tuoi compari sono tutti morti, anche i Ballas.

Sweet: Vi ho visto sparare contro D Ice e i suoi uomini.

Damiano: Chi è D Ice?

Sweet: Christopher Terrence.

Fred: Ah, il coglionazzo. Abbiamo avuto problemi con lui mentre eravamo al fresco.

Sweet: Non siete gli unici a cui ha dato problemi.

Fred: Dam non possiamo lasciarlo qui a morire.

Damiano: Perché no? Un colpo in testa e gli risparmiamo inutili sofferenze.

Fred: Sai come dice il detto, no?

Damiano: …

Fred: Il nemico del mio nemico è mio amico. Hai aiutato il dottor Hackman a operare Salvatore Leone, puoi fare lo stesso con lui, anche se sarai da solo.

Damiano: E va bene c***o, portiamolo sulla Majestic.

Fred: Ehi amico, ora ti riportiamo a casa e il mio amico qui ti rimette a posto. Come ti chiami?

Sweet: Sweet.

Fred: Ce la fai ad alzarti Sweet?

Sweet: No, non credo di potercela fare.

Dopo averlo aiutato a sedersi sulla Majestic, Damiano e Fred partono in direzione della casa di Sweet per poterlo curare. Quando si fermano davanti alla sua casa, un gruppo di ragazzi di Grove Street vede i due che portano per spalla a Sweet, e gli si fermano attorno, bloccandoli.

Sweet: Lasciateli passare.

Sweet sviene in quel momento, allora i membri di Grove Street fanno entrare in casa Damiano e Fred.

Membro Grove Street: KENDL, HANNO SPARATO A SWEET.

Kendl, la sorella di Sweet, esce dalla cucina di corsa, allarmata dalla notizia.

Kendl: Sweet, fratello. Che è successo? Oh mio Dio, Sweet.

Fred: D Ice stava per fare fuori tuo fratello a Glen Park. Noi due eravamo li per inseguire D Ice.

Kendl: Bisogna portarlo in ospedale. Qui morirà.

Damiano: I medici militari a volte facevano miracoli durante la guerra in mezzo al campo di battaglia. E questa casa è meglio di un campo di battaglia. Se tutto va bene, Sweet non morirà. Avete una cassetta di pronto soccorso, no? Per il bisturi, ne ho già uno io. Devo solo disinfettarlo.

Kendl: Certo. Vado a prenderla. Puoi usare il tavolo della cucina per operare.

Dopo aver fatto sdraiare Sweet sul tavolo da cucina e dopo essersi fatto portare la cassetta di pronto soccorso da Kendl, Damiano inizia a operare per rimuovere i proiettili dal corpo di Sweet, completando l’operazione in un’ora circa.

Damiano: Ok, adesso ha bisogno di riposare.

Kendl: Non so davvero come ringraziarti. Se non fosse stato per te Sweet sarebbe morto in mezzo alla strada.

Damiano: Non devi ringraziare me, è stato il mio amico a volerlo aiutare a tutti i costi.

Kendl: Allora devo ringraziare entrambi.

Fred: Tuo fratello ci ha aiutati ad uscire vivi dal parco, abbiamo solo ricambiato il favore.

Damiano: E’ quasi mezzanotte. E io non ho ancora mangiato.

Fred: Nemmeno io.

Kendl: Posso prepararvi dei panini. E’ il minimo che possa fare per voi, ed è anche troppo poco. Mi offendo se non accettate.

Damiano e Fred: Accettiamo.

Dopo aver mangiato, Damiano e Fred escono dalla casa di Sweet e Kendl, e si siedono sul marciapiede. All’uscita vengono salutati con rispetto da ogni abitante del quartiere che passa di li.

Fred: Bella serata, non trovi.

Damiano: Abbastanza calma, direi.

Fred guarda un canestro da basket col tabellone e una palla a terra nelle vicinanze.

Fred: Facciamo una sfida a pallacanestro?

Damiano: Preferisco giocare a calcio…beh, perché no?

I due attendono fino al mattino prima di ritornare a San Fierro, salutando Kendl e Sweet, mentre due gruppi di Grove Street fanno ritorno a Glen Park per prendere pieno possesso del territorio perduto dai Ballas.

Fred: (entrandoin casa di Sweet) Si può?

Kendl: Sicuro. Entrate.

Fred: Se è tutto a posto noi due andiamo via. Sweet si è risvegliato?

Kendl: Si, è sopra ancora sdraiato sul letto.

Kendl, Fred e Damiano salgono al piano superiore per vedere come sta Sweet. Lo trovano seduto sul letto.

Kendl: Sweet, ti ho detto di non alzarti.

Sweet: Sono seduto, infatti. Essere l’unica donna in casa non ti autorizza a farmi da madre, c***o. Perché non restavi a casa tua con Cesar.

Kendl: Non puoi vietarmi di venire qui a casa nostra. Cadrebbe a pezzi se non fosse per me.

Sweet: Abbiamo già il quartiere a pezzi, da quando CJ è ritornato a Liberty. D Ice in una settimana ha ripreso il controllo dei nostri territori, e io devo fare affidamento a dei poppanti che a mala pena riescono a tenere una c***o di pistola in mano.

Damiano: D Ice è stato arrestato. E i tuoi compari sono andati a riprendersi Glen Park. Non mi pare roba da poco.

Sweet: Kendl ha detto che è grazie a voi due se sono ancora vivo. Vi ringrazio, ma non posso restare a capo dei Grove per sempre.

Kendl: Si risolverà tutto, vedrai.

Sweet: Spero solo che quando ritornerà CJ il quartiere sarà ancora in mano nostra.

Kendl: Non puoi chiedere a CJ di scegliere fra il quartiere e la sua nuova famiglia. Renditene conto.

Fred: Mi sembra che il concetto di ganster e del rispetto per la propria banda stia andando a diminuire in questi ultimi anni.

Sweet: Già. I tempi cambiano.

Damiano: Bene, è meglio se noi due ritorniamo a San Fierro.

Kendl: Non ci avete detto ancora come vi chiamate.

Fred: Io sono…David, e lui è il mio amico Micheal.

Sweet: Grazie…per tutto quanto.

Fred: Di nulla.

Usciti dalla casa, Damiano e Fred prendono una macchina ciascuno nei dintorni nel quartiere. Mentre Fred ritorna al distretto di polizia, Damiano va verso il San Fierro Medical Center.

Damiano: Fatti controllare la gamba.

Fred: Lo farò subito. A me non faranno storie in ospedale.

Nella Idaho di Damiano, la radio sintonizzata su Radio Los Santos sta trasmettendo Snoop Dogg – Gin and Juice. Cambiando su Radio X, ascolta la canzone Undertow, dei Tool.

Edited by Rob1

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